Tatócce

Tatócce s.m. = Primogenito, fratello maggiore.

Il fratellone, in assenza del papà (perché imbarcato sui mercantili, o emigrato) ne fa le veci e si assume le responsabilità di capo famiglia

Ritengo che tatócce significhi “piccolo tatà“, versione arcaica di papà: sarebbe come dire papino, o alla maniera dei Toscani, babbino.

Scherzosamente si usava dire anche rivolgendosi ad amici più giovani: Sjinte a tatócce, ssà lu jì, ne lu dànne avedènze = ascolta tuo fratello maggiore, lascialo perdere, non gli dare retta!

Tàvele

Tàvele s.f. = Desco; asse di legno.

1) Desco, tavola
Mètte a tavele = apparecchiare il tavolo per desinare.

2) Asse di legno, di qualsiasi dimensione usato in falegnameria.
Come peggiorativo tavelàcce = tavolaccio, indica il giaciglio che anticamente era usato come letto dai carcerati. Non sono mai stato in galera, per mia buona sorte, ma credo che ora i detenuti siano dotati di brandine con materassi, come quelle in uso nelle caserme.

Taveljire

Taveljire s.m. = Spianatoia

Tavola di legno piallata su cui si fa la pasta e si tira la sfoglia.

La spianatoia pugliese è munita di tre sponde di legno alte fino a 10 cm, ai due lati e sul fondo, per evitare che si disperda la farina.

Quella emiliana è simile a un grosso tagliere, senza sponde, per consentire l’uso del loro lungo mattarello.

Tavüte

Tavüte s.m. = Feretro

Bara, cassa da morto.

Termine derivante dallo spagnolo el ataùd, scaturito dall’arabo al-tabùt con lo stesso significato.

Tazze e cucchiére

Tazze e cucchiére loc.id. = Inseparabili

Traduzione letterale: tazza e cucchiaio.

Si dice quando due persone sono indivisibili, complici, adatte l’una all’altra.

Si direbbe in lingua italiana con espressione derivata dal romanesco: “culo e camicia”.

‘I vüte a löre! Tazze e cucchére = Eccoli, sempre assieme, complici nelle loro malefatte.

Tecquà

Tecquà escl. = Tieni qua

Richiamo per far avvicinare i cani, promettendo di dar loro qlco da mangiare: tieni qua!