Türabusciò
Türabusciò s.m. = Cavatappi
Termine derivato dal francese “tire bouchon” (che si legge tir-busciò) ed ha lo stesso significato.
Si dice, con leggera modifica di pronuncia, anche tirabusciò
Türabusciò s.m. = Cavatappi
Termine derivato dal francese “tire bouchon” (che si legge tir-busciò) ed ha lo stesso significato.
Si dice, con leggera modifica di pronuncia, anche tirabusciò
Turcecùdde s.m. = Torcicollo
La pronuncia moderna vuole che si dica turcecùlle.
Atteggiamento viziato del capo determinato da cause molteplici, spec. da contrazioni o lesioni anatomiche dei muscoli o delle vertebre cervicali.
I nostri nonni dicevano che era causato da un tendine o un nervo accavallato (‘u njirve ‘ncalvacchéte)
Turcenjille s.m. = Involtino
Frattaglie di agnello (trachea, polmoni, fegato, cuore) spezzettati e avvolti nel reticolo adiposo e stretti con il budello come un gomitolino.
Nel sud della Puglia e in Basilicata infatti vengono chiamati gnumerjiedde = gomitoletti.
Un “gomitolo” molto grande assume il nome di cazzemarre.
Si mangiano preferibilmente arrostiti sulla brace e in second’ordine con le patate al forno, o anche a ragù.
I turcenjille si preparano anche con le interiora del maiale, ma sono meno gustosi, più grassi e indigesti.
Turnalìtte sm = Giraletto.
È una parola derivante dal francese Tourne-lit (pronuncia turnelì) . Fascia di tessuto ricamato e/o intagliato. Veniva applicata alla partebassa del letto, allo scopo di nascondere gli antiestetici piedini delle reti che sostengono i materassi.
Turnöse s.m. = Tornese,
Tornese era la moneta in corso nel Regno di Napoli fino al 1860.
Al plurale fa turnüse = Tornesi, soldi
Il termine viene usato tuttora: Nen tènghe manghe ‘nu turnöse = Non ho nemmeno un soldo (o una lira, o il becco di un quattrino, tutte monete fuori corso).
Oppure: Pe fé ’sta chése ce vònne ‘nu sacche de turnüse: addu’jì ca li véche a pegghjé? = Per costruire questa casa ci vogliono un sacco di soldi: dov’è che li vado a prendere?
Turtanjille s.m. = Tortanello (Pane a ciambella)
Quando il pane si impastava in casa, le mamme premurose preparavano una specie di ciambellone con la stessa pasta del pane.
Siccome il forno per arrivare alla temperatura voluta aveva bisogno di molto tempo. il fornaio concedeva ai richiedenti di cuocere prima del pane alcune minutaglie.
Tra queste c’era la “pizza alla vampa” e il tortanello, cotte sulla pietra.
Bastava poco tempo per la cottura. Si portava a casa un assaggio del pane, fragrante, e attesissimo da tutta la famiglia.
Da non confondere con il Tortaniello napoletano (detto anche Casatiello) a base di formaggio pecorino, uova salame ecc.