Tèste

Tèste s.f. = Gallinella, o pesce cappone

Nome comune di vari pesci mediterranei di colore rosso o brunastro.

Nome scientifico: Trigla lucerna
Famiglia: Triglidae (Triglidi)
Ordine: Scorpaeniformes .

Ha carni bianche e sode, ottimo in umido.

Il nome manfredoniano è teste, ossia proprio testa; gli Abruzzesi lo chiamano Coccia = testa; I Baresi Capone = Testone.

Credo che da capone sia poi diventato cappone e da cappone a gallina e gallinella.

Tièlle

Tièlle s.f. = Tegame

Recipiente per cuocere cibi, tondo e basso, a uno o due manici.

Una volta le facevano di creta ed era speciale per preparare il ragù a fuoco lentissimo. Un rito.

Dim. tjellózze = tegamino.

Fé döj’öve ‘jìnd’a tièlle = Cuocere due uova al tegamino.

Tìppe

Tìppe s.m. = Colpetto

Esistono (o esistevano) due tipi di tìppe (scusate il bisticcio fonetico: avrei dovuto scrivere due specie di tìppe…)

1) – I tìppe usati nelle partite a carte tra bimbi a danno dei perdenti, consistenti in colpetti dati con una, o più carte (tenute con una sola mano) sulla punta del naso dell’avversario. Una soddisfazione del vincitore della partita. Colui che aveva perduto, non potendo pagare la posta con soldi o bottoni o caccianózzele, sopportava pazientemente la lunga sfilza dei tìppe. Se la posta in gioco era di dieci tìppe, o si “pagavano” in penitenza i dieci colpi ricevuti con una carta, o in un solo colpo ma con dieci carte!

2) – I tìppe dati generalmente sul cranio del malcapitato con la nocca del dito medio piegato ad uncino. Un solo colpo, doloroso e secco. Era una minaccia, una punizione, un voler destare l’attenzione. Non era un cazzotto vero e proprio ma ci andava vicino. Si elargiva come si fa quando si bussa alla porta, ma solo sulla zucca. Sulla pancia o sul braccio non avrebbe sortito alcun effetto!

Ringrazio Pino Ciani per il suggerimento.

Tìtìtìtì

Tìtìtìtì escl. = Tieni!

Richiamo per far avvicinare i polli o i tacchini da cortile quando si porta loro il becchime.

Tjanèlle

Tjanèlle s.f. = Tegamino

Si usava anche ‘u tjanjille, al maschile.

Uso un tempo al passato perché è prevalso l’uso del termine italiano pronunciato tegamüne….
È dialetto geneticamente modificato. Non mi piace!

Si tratta di un tegame a bordi bassi, si terracotta o anche di alluminio, adoperato per cuocere il ragù, i legumi, o per riscaldare una vivanda.

Mi pare di sentire mia nonna: Te jà fé l’ùve jind’u tjanjille? = Ti preparo un uovo al tegamino?

Ritengo che l’origine del termine, qui usato al diminutivo, sia “tegame”. I Napoletani dicono tuttora ‘o tiàme e anche tiane e tianèlle.

Mi viene a mente un’antica filastrocca napoletana:
Chiove e ghièsce ‘o sole
tutt’e vècchje fann’ammore
fann’ammore int’o tiàne
tutte ‘e vecchie ruffiane.

pron. = Tu

È usato con riferimento alla persona a cui ci si rivolge, con la quale c’è un rapporto di confidenza.

Pronome personale, m. e f. 2a persona.

La è pronunciata piuttosto stretta.