Sciarabbàlle

Sciarabbàlle s.m. = Calesse.

Calesse leggero a trazione animale, munito di un’ampia “capote” a mantice ripiegabile, per riparare il conducente dal sole o dalle intemperie.

Era dotato anche di una coppia di freni, detta ” ‘a martellüne” azionata dal posto di guida con un’unica leva laterale.

I ceppi stringevano dall’esterno i cerchioni e rallentavano la corsa. Usato solo in discesa per evitare che il peso del calesse spingesse il cavallo in avanti e lo facesse cadere.

Il termine sciarabàlle identifica un veicolo a due ruote – a Napoli lo chiamano anche ‘O ri’rote = il (carro) a due ruote – non è altro che la trascrizione fonetica, con lieve distorsione dovuta all’ignoranza del popolino, del francese “Char-à-bancs”, che in francese si legge “sciarabbànc” cioè “carro dotato di sedili a panca”.

Si usava per spostarsi dal paese alla campagna, o da una masseria all’altra.

Ovviamente era solo alla portata dei proprietari terrieri o dei mediatori per i loro commerci.

Sciasciòsce

Sciasciòsce s.f. = Prozia

Indica la sorella del nonno o della nonna che, nelle famiglie patriarcali di una volta, rimasta zitella o vedova senza figli, veniva accolta in casa di un/una nipote.

Quindi era una zia per i genitori e una prozia per i figli.

La brava donna non voleva sembrare un sovrappeso e perciò si rendeva utile all’andamento della casa, offrendosi di stirare o di badare alla cucina o ai nipotini.

Quasi sempre era una figura positiva. Dolce e simpatica, prudente e riservata, poche parole e molti fatti. Soprattutto non interferiva mai nei fatti dei coniugi che la ospitavano.

Non esiste il termine corrispondente al maschile.

Sciavòrte

Sciavòrte s.f. = Agnellone

Nato di pecora che ha superato da poco l’anno di età.

Si tratta di bestia che si azzoppa e necessariamente dev’essere macellata e consumata in tempi brevi.

Non è ancora una pecora adulta, e per questo ha le carni meno tenere di quelle dell’agnello, ma più gustose, specie se preparate a rijanéte o al ragù.

Sciò!

Sciò! escl. = Sciò!

Espressione usata per allontanare polli, mosche o altri animali molesti

Scioffèrre

Scioffèrre s.m. = Autista, conducente

Con l’avvento dell’automobile, agli inizi del ’900 non esisteva in italiano un termine specifico e si ricorse al francese chauffeur per designare il conducente del veicolo, il guidatore.

La pronuncia è quasi identica (sciófför). Il termine fu usato a lungo, almeno fino all’avvento del Fascismo che bandì termini stranieri, definiti barbarismi, come cocktail, bar, chauffeur, foot-ball, basket, pullmann, ecc. ecc.sostituendoli con il corrispondente italiano coccotello (!), caffè, autista, calcio, palla-canestro, torpedone, ecc….

Scherzosamente ogni tanto si tira fuori scioffèrre, specie per canzonare i Montanari: Scioffèrre, fìcce la màchene c’hadda piscé megghjèreme! = Conducente, ferma l’autobus perché mia moglie ha un’impellente bisogno di urinare.

Sciòlte

Sciòlte s.f. = Diarrea

Frequente emissione di feci liquide o semiliquide dovute a disturbi intestinali o a fattori virali.

Oltre che nella versione bisillaba sciol-te, si può pronunciare anche in modo trisillabo scio-le-te

Il termine, che sembrava un po’ troppo volgare, è stato ingentilito con diarröje avvicinandosi al termine italiano.

Non mi piace, né il fenomeno viscerale, né il termine simil-italiano… Se la devo proprio nominare, io preferisco usare sciòlete.

Sciolte alla lettera significa diluita, non densa.

Tenì ‘a sciòlte = Avere frequenti scariche diarroiche.
‘u crjatüre töne ‘a sciòlete = il poppante ha la diarrea.

Uà jì pe scòlte! = Deve andare per diarrea!
Improperio lanciato contro qlcu che ha commesso un sopruso, un atto disonesto, che ha negato quanto dovuto, che ha approfittato oltre misura di quanto propostogli, ecc.

Gli si augura sì un malanno, ma che non sia proprio letale, per non portarselo sulla coscienza.

Deodorante please.