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	<title>parla manfredoniano! &#187; S</title>
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	<description>il vocabolario del dialetto manfredoniano</description>
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		<title>Sacca-mariöle</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 04:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Sacca-mariöle s.f. = Tasca interna. Tasca interna della giacca da uomo, in cui abitualmente si ripone il portafoglio. Sovente è dotata di una linguetta ad occhiello per chiuderla con un bottone. È chiamata così, presumo, perché nascosta, segreta (nascosto come un ladro). Esisteva, all&#8217;interno della giacca, anche una tasca senza orli e bottoni per riporvi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sacca-mariöle</em> s.f. = Tasca interna.</p>
<p>Tasca interna della giacca da uomo, in cui abitualmente si ripone il portafoglio. </p>
<p>Sovente è dotata di una linguetta ad occhiello per chiuderla con un bottone.</p>
<p>È chiamata così, presumo, perché nascosta, segreta (nascosto come un <a href="http://www.parlamanfredoniano.com/m/mariule/">ladro</a>).</p>
<p>Esisteva, all&#8217;interno della giacca, anche una tasca senza orli e bottoni per riporvi il pacchetto delle sigarette.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sacce!</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 21:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[interiezione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sacce! inter.= Boh, non lo so! Quando non si sa rispondere ad una qls domanda, il minimo che che possa dire è Sacce!. Credo che sia in estrema sintesi una frase inespressa, come ad esempio: Jüje nen sacce pròprje che cöse te pòzze arrespònne = Io non so proprio che cosa possa risponderti. Oppure che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sacce!</strong> inter.= Boh, non lo so!</p>
<p>Quando non si sa rispondere ad una qls domanda, il minimo che che possa dire è <em>Sacce!</em>.</p>
<p>Credo che sia in estrema sintesi una frase inespressa, come ad esempio: </p>
<p><em>Jüje nen sacce pròprje che cöse te pòzze arrespònne </em>= Io non so proprio che cosa possa risponderti.</p>
<p>Oppure <em>che ne sacce jüie?</em>. = che ne so io?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sacche</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 18:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Sacche s.m., s.f. = Tasca, sacco 1 Sacches.f- Sorta di sacchetto cucito all’interno di un vestito per riporvi piccoli oggetti che si vogliono portare con sé o applicato all’esterno e usato come guarnizione e rifinitura. &#8216;U cavezöne senza sacche nen serve a njinde = Il pantalone senza tasche non serve a nulla. 2 Sacche s.m. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sacche</strong> <em>s.m., s.f.</em> = Tasca, sacco</p>
<p>1 Sacche<em>s.f</em>- Sorta di sacchetto cucito all’interno di un vestito per riporvi piccoli oggetti che si vogliono portare con sé o applicato all’esterno e usato come guarnizione e rifinitura.</p>
<p><em>&#8216;U cavezöne senza sacche nen serve a njinde</em> = Il pantalone senza tasche non serve a nulla.</p>
<p>2 Sacche<em> s.m. </em>- Recipiente di juta, di carta o plastica, gener. lungo e stretto e aperto in alto, usato per contenere materiali minuti di varia natura (grano, farina, cemento, zucchero, ecc.)</p>
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		<title>Sàcche-e-zöche</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 18:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[soprannome]]></category>

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		<description><![CDATA[Sàcche-e-zöche sopr. = Sacco e corda Questo nomignolo molto simpatico venne attribuito, nell&#8217;ambiente marinaresco, ad un tizio per niente ricercato nel vestire, diciamo proprio sciatto. Insomma il soggetto indossava degli abiti raffazzonati e rozzi come le tele dei sacchi usati per contenere il frumento. Era lui stesso goffo e impacciato. Uì, mo ce ne vöne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sàcche-e-zöche</strong> <em>sopr.</em> = Sacco e corda</p>
<p>Questo nomignolo molto simpatico venne attribuito, nell&#8217;ambiente marinaresco, ad un tizio per niente ricercato nel vestire, diciamo proprio sciatto.</p>
<p>Insomma il soggetto indossava degli abiti raffazzonati e rozzi come le tele dei sacchi usati per contenere il frumento.  Era lui stesso goffo e impacciato.</p>
<p><em>Uì, mo ce ne vöne sacche-e-zöche</em> = Ecco, ora sta per arrivare &#8220;l&#8217;elegantone&#8221;</p>
<p>L&#8217;eleganza di un sacco di patate legato con una funicella!</p>
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		<title>Saccöne</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 15:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Saccöne s.m. = Pagliericcio Grosso sacco riempito di paglia, foglie secche ecc. usato come materasso; per estens. letto povero, disagevole Il “saccone”, di solito riempito di foglie di mais, sosteneva il materasso “ ‘u matarazze” vero e proprio, imbottito di fieno o di lana. Il saccone dopo aver sostenuto per tutta la notte il dormiente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Saccöne</strong><em> s.m.</em> = Pagliericcio</p>
<p>Grosso sacco riempito di paglia, foglie secche ecc. usato come materasso; per estens. letto povero, disagevole</p>
<p>Il “saccone”, di solito riempito di foglie di mais, sosteneva  il materasso “ ‘<em>u matarazze</em>” vero e proprio, imbottito di fieno o di lana. </p>
<p>Il <em>saccone</em> dopo aver sostenuto per tutta la notte il dormiente, al mattino appariva disfatto, “<em>scuscenéte</em>”. </p>
<p>Per allargare le foglie ammassatesi, le brave mamme infilavano nelle sue apposite tasche una forcella (piccola forca di legno a due soli denti) e smanettavano alacremente….</p>
<p>Immaginate la polvere che si respirava durante questa operazione quotidiana!</p>
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		<title>Saccucciüne</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 05:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Saccucciüne s.m. = Taschino Piccola tasca finta applicata come guarnizione sulla giacca da donna. Nelle giacche da uomo può essere anche una tasca vera e propria, e in questo caso serve per riporvi piccoli oggetti (occhiali, penne), o per farvi spuntare l&#8217;angolo di un fazzolettino di seta opportunamente ripiegato. Questo vezzo, ormai demodé, donava al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Saccucciüne</strong> <em>s.m. </em>= Taschino</p>
<p>Piccola tasca finta applicata come guarnizione sulla giacca da donna. </p>
<p>Nelle giacche da uomo può essere anche una tasca vera e propria, e in questo caso serve per riporvi piccoli oggetti (occhiali, penne), o per farvi spuntare l&#8217;angolo di un fazzolettino di seta opportunamente ripiegato.</p>
<p>Questo vezzo, ormai <em>demodé</em>, donava al giovanotto che indossava la giacca col fazzolettino affiorante, una nota di fine eleganza.</p>
<p>Ho avuto la sventura di sentire, da quelli che parlano il finto dialetto, il termine <em>&#8216;u tascüne</em>: è un&#8217;orribile imitazione dell&#8217;italiano. </p>
<p>Non mi garba, io preferisco il termine più antico perché è vero dialetto. Se parli l&#8217;italiano usa il termine italiano, ma se parli manfredoniano usa il termine giusto!</p>
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		<title>Saccuréle</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 21:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[aggettivo qualificativo]]></category>

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		<description><![CDATA[Saccuréle agg. = Che riguarda il sacco. Questo aggettivo riguarda specificamento un grosso ago (l&#8217;éche saccuréle), usato per riparare i sacchi di tela grossa o di iuta. È usato altresì dalle impuntatrici di coperte imbottite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Saccuréle</strong> <em>agg.</em> = Che riguarda il sacco.</p>
<p>Questo aggettivo riguarda specificamento un grosso ago (<em>l&#8217;éche saccuréle</em>), usato per riparare i sacchi di tela grossa o di iuta.</p>
<p>È usato altresì dalle impuntatrici di coperte imbottite.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sagrestüje</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/s/sagrestuje/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 06:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Sagrestüje s.f. = Sacrestia (o sagrestia) Locale della chiesa in cui i sacerdoti si preparano per le funzioni e dove si conservano gli arredi sacri. Una volta era adoperata anche per celebrare matrimoni, diciamo non solenni, quanto la sposa era già incinta e ritenuta non degna di indossare l&#8217;abito bianco. Comunque, dato che il matrimonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sagrestüje</strong> <em>s.f.</em> = Sacrestia (o sagrestia)</p>
<p>Locale della chiesa in cui i sacerdoti si preparano per le funzioni e dove si conservano gli arredi sacri.</p>
<p>Una volta era adoperata anche per celebrare matrimoni, diciamo non solenni, quanto la sposa era già incinta e ritenuta non degna di indossare l&#8217;abito bianco.  </p>
<p>Comunque, dato che il matrimonio ha la dignità di un Sacramento, il Concilio Vaticano II ha tolto questa discriminazione. Tutti i matrimoni religiosi si celebrano ora nella Chiesa, a prescindere dall&#8217;eventuale gravidanza della sposa.</p>
<p>Purtroppo queste celebrazioni a volte non hanno nulla di religioso. La chiesa diventa una passerella per sfoggiare eleganza e sfarzo.  Difatti il chiasso che si sente durante tutta la cerimonia evidenzia la totale mancanza di partecipazione dell&#8217;assemblea alla sacra liturgia.</p>
<p>La persona incaricata della custodia e della pulizia di una chiesa,  è detto <em>sagresténe</em> = sagrestano </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Salatjille</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/s/salatjille/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 15:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Salatjille s.m. = Salatino Generalmente il sostantivo si riferisce ai semi di zucca, alle fave e ai ceci tostati, ai lupini salati, che si consumavano durante la proiezione dei film, quando non era stato ancora inventato il pop-corn e nemmeno le patatine in busta. Salatjille, salatjille, quàtte solde &#8216;u mesurjille! = Salatini, salatini, quattro soldi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Salatjille</strong> <em>s.m.</em> = Salatino</p>
<p>Generalmente il sostantivo si riferisce ai semi di zucca, alle fave e ai ceci tostati, ai lupini salati, che si consumavano durante la proiezione dei film, quando non era stato ancora inventato il pop-corn e nemmeno le patatine in busta.</p>
<p><em>Salatjille, salatjille, quàtte solde &#8216;u mesurjille! </em>= Salatini, salatini, quattro soldi (ogni soldo era 5 cent., quindi 20 cent.) al misurino!   Questo l&#8217;antico grido di richiamo dei venditori: poi c&#8217;è stata l&#8217;inflazione post-bellica&#8230;</p>
<p>Comunque il grido e passato anche alla mia generazione e serviva per &#8220;rimproverare&#8221; i compagni di scuola che avevano fatto &#8220;filone&#8221;.</p>
<p><em>Fé salatjille</em> = Marinare la scuola, assentarsi dalle lezioni senza valido motivo.</p>
<p>Quale nesso esiste fra i salatini e la scuola temporaneamente disertata?</p>
<p>Presumo per il fatto che, non entrando in classe gli scolari non potessero far rientro a casa senza dar sospetto della marachella, pena un solenne <em><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/p/paliatone/">paliatöne</a></em>.</p>
<p>Allora si doveva necessariamente perdere tempo fino all&#8217;ora del termine delle lezioni&#8230;</p>
<p>Infatti <em>&#8216;i salatjille</em> erano chiamati anche <em>&#8216;u spassatjimbe</em> = il passatempo. </p>
<p>Più chiaro di così!</p>
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		<title>Salemöne</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 20:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Salemöne s.m. = Confetto Attenzione, il gusto non è quello del salmone, come potrebbe sembrare! Ora i confetti vengono chiamati cunfìtte, e anche combìtte, ma fino agli anni &#8217;60 si chiamavano al plurale salemüne. Il perché è abbastanza semplice: fino a metà del secolo scorso le uniche fabbriche di confetti in Italia erano concentrate tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Salemöne</strong> <em>s.m.</em> = Confetto</p>
<p>Attenzione, il gusto non è quello del salmone, come potrebbe sembrare!</p>
<p>Ora i confetti vengono chiamati <em>cunfìtte</em>, e anche <em>combìtte</em>, ma fino agli anni &#8217;60 si chiamavano al plurale <em>salemüne</em>.</p>
<p>Il perché è abbastanza semplice: fino a metà del secolo scorso le uniche fabbriche di confetti in Italia erano concentrate tutte a Sulmona, in Abruzzo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Saltangùdde</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 06:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Saltangùdde s.m. = Ammucchiata Giuoco fanciullesco simile a Crisciamendöne. Alla lettera significa: salta addosso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Saltangùdde</strong> <em>s.m.</em> = Ammucchiata</p>
<p>Giuoco fanciullesco simile a <em><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/c/crisciamendone/">Crisciamendöne</a></em>.</p>
<p>Alla lettera significa: salta addosso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Salviètte</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 06:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Salviètte s.f. = Tovagliolo Piccolo telo di forma quadrangolare, di cui è dotato ogni commensale per pulirsi o asciugarsi mani e bocca. Ora si usano molto quelli di carta usa e getta. Deriva dal francese serviette, passato al tedesco e all&#8217;inglese (assieme a napkin) tale e quale; lo spagnolo dice servilleta. Quelli che dicono &#8216;u [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Salviètte</strong><em> s.f.</em> = Tovagliolo</p>
<p>Piccolo telo di forma quadrangolare, di cui è dotato ogni commensale per pulirsi o asciugarsi mani e bocca.  Ora si usano molto quelli di carta usa e getta.</p>
<p>Deriva dal francese <em>serviette</em>, passato al tedesco e all&#8217;inglese (assieme a <em>napkin</em>) tale e quale; lo spagnolo dice <em>servilleta</em>.</p>
<p>Quelli che dicono <em>&#8216;u tovagljöle</em> non parlano il manfredoniano ma un ibrido.</p>
<p>Modo di dire: <em>Salviètte, mìtte tàvele!</em> = Tovagliolo, appronta il desco! </p>
<p>Si declama quando qlcu chiede l&#8217;impossibile, per dichiarare che non si è capaci di fare miracoli.</p>
<p>Trae origine da una favola raccontata delle nonne sulle meravigliose doti di un tovagliolo fatato, che appena qlcn pronunciava questo comando, si schiudeva colmo di ogni leccornia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sàlvje</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/s/salvje/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2007 07:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Sàlvje s.f. = Salvia La Salvia (Salvia officinalis) della fam. delle Labiatae, è una pianta originaria dell’Europa meridionale, è presente in tutte le regioni italiane, coltivata, e talora inselvatichita. Le foglie di salvia vengono molto usate in cucina, per aromatizzare i cibi e facilitarne la digestione. Vengono comunemente impiegate per condire pasta e gnocchi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sàlvje</strong> <em>s.f.</em> = Salvia</p>
<p><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2007/12/salvia-officinalis.jpg"><img src="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2007/12/salvia-officinalis-150x150.jpg" alt="" title="salvia officinalis" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-9195" /></a><br />
La Salvia (<em>Salvia officinalis</em>) della fam. delle Labiatae, è una pianta originaria dell’Europa meridionale, è presente in tutte le regioni italiane, coltivata, e talora inselvatichita. </p>
<p>Le foglie di salvia vengono molto usate in cucina, per aromatizzare i cibi e facilitarne la digestione.</p>
<p>Vengono comunemente impiegate per condire pasta e gnocchi al burro, per preparare sughi, carni arrosto e in umido, pesci, legumi, oli e aceti aromatici. Le foglie possono essere fritte in pastella.</p>
<p>Proprietà terapeutiche: digestive, colagoghe, bechiche, espettoranti, tonico-stimolanti, antisettiche. Per uso esterno, come antinfiammatorio nelle infiammazioni del cavo orale.    Insomma un dono della Natura.</p>
<p>Nella tradizione di Manfredonia la Salvia fino a pochi decenni addientro era sconosciuta. Come lo era l&#8217;origano nelle regioni settentrionali&#8230;<br />
Ora gli scambi culturali hanno esteso le specialità locali alla diffusione nazionale.  Figuratevi che ora in Romagna apprezzano i lambascioni pugliesi!</p>
<p>Tra le mille specie di salvia vi è la <em>Salvia divinorum</em>, che appare nella lista delle sostanze vietate dal Ministero della Salute perché contiene la <em>Salvinorina A</em>, dalle proprietà allucinogene e psicoattive.    </p>
<p>Tranquilli, non è quella salvia domestica che coltiviamo nei vasi per aromatizzare il coniglio rosolato.</p>
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		<title>Sambjitre</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 18:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sambjitre s.m. = Pesce San Pietro Pesce San Pietro (Zeus faber). E&#8217; un pesce dalla forma strana, molto appiattito . Ha la bocca molto ampia. La prima pinna dorsale possiede lunghi filamenti. Placche spinose sono presenti sui fianchi e alla base delle pinne. La colorazione è grigio–scuro sul dorso con riflessi argentei sul ventre e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sambjitre</strong> <em>s.m.</em> = Pesce San Pietro<br />
<a href="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2007/12/pesce-san-pietro.gif"><img src="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2007/12/pesce-san-pietro-150x150.gif" alt="" title="pesce san pietro" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-8337" /></a><br />
Pesce San Pietro (<em>Zeus faber</em>). E&#8217; un pesce dalla forma strana, molto appiattito . Ha la bocca  molto ampia. La prima pinna dorsale possiede lunghi filamenti. Placche spinose sono presenti sui fianchi e alla base delle pinne.</p>
<p>La colorazione è grigio–scuro sul dorso con riflessi argentei sul ventre e giallastri sui fianchi ove è evidentissima una macchia tondeggiante bluastra. </p>
<p>Ha carni delicate e apprezzate. Indispensabile per il brodetto di pesce.</p>
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		<title>Sangiuànne</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 22:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Sangiuànne s.m. = Padrino di battesimo Dobbiamo un po&#8217; rifarci al Vangelo. San Giovanni il precursore e cugino di Gesù, si autodefiniva &#8216;voce che grida nel deserto&#8217; e viveva coperto di pelli e si nutriva di locuste (puah). Venne chiamato il Battista, il battezzatore, perché battezzava i convertiti alla Parola di Dio con l&#8217;acqua del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sangiuànne</strong> <em>s.m.</em> = Padrino di battesimo</p>
<p>Dobbiamo un po&#8217; rifarci al Vangelo.  San Giovanni il precursore e cugino di Gesù, si autodefiniva &#8216;voce che grida nel deserto&#8217; e viveva coperto di pelli e si nutriva di locuste (puah).</p>
<p>Venne chiamato il Battista, il battezzatore, perché battezzava i convertiti alla Parola di Dio con l&#8217;acqua del Giordano. Ebbe la ventura di battezzare Nostro Signore presentatosi al fiume.</p>
<p>Per secoli a Manfredonia <em>&#8216;u Sangiuànne</em> era colui che faceva da padrino in questa cerimonia, ed era rispettao moltissimo, come se fosse entrato nela parentela.  Si chiamava anche <em>&#8216;u cumbére Sangiuànne</em> = Il padrino di Battesimo.</p>
<p>Tra lui ed il battezzato si stabiliva un legame davvero filiale. Lo si chiamava &#8216;compare&#8217; e partecipava a tutti gli eventi belli e brutti della famiglia del figlioccio.</p>
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