Ratavjille

Ratavjille s.m. = Spazzolone

Grossa spazzola di forma rettangolare o quadrata, con lungo manico, usata per lavare i pavimenti.

Il “spazzola” rettangolare può avere, al posto delle setole, dei dentini, o anche la superficie completamente liscia. In questo caso essa viene usata per sorreggere lo straccio bagnato nel raccogliere lo sporco.

Ora si usa l’attuale morbido mocio vileda che per la sua leggerezza non può mai avere l’effetto deterrente verso i figli monelli come il robusto ratavjille di veterana memoria…

Rattüse

Rattüse agg. = Lascivo

Licenzioso, lussurioso, impudico, che vive di pornografia.

In cima ai loro pensieri c’è solo il sesso.

Non capiscono che la vita è fatta di tante realtà, tra le quali c’è anche di sesso.

Sono per esempio i guardoni che d’estate vanno alla spiaggia a mangiarsi con gli occhi le ragazze. Non sono capaci di attaccare discorso come una persona normale. “Io con quella ragazza farei questo, farei quello…” ma alla fine non fanno nulla.

I soggetti rattüse si vantano, e qui bisogna fare molte riserve, di essere dotati sessualmente, e di avere un’attività erotica intensa.

Attenzione. Chi si vanta di queste cose jì tutte füme e njìnde arróste.

Il volpigno invece sa tacere.

Insomma sono esseri schifosi, viscidi, vermi luridi e vigliacchi.

Per oggi basta…se no me mètte a sfelé ‘a cröne = altrimenti mi metto a sgranare la corona del rosario, ad elencare una sfilza di improperi.

Rebbèlle

Rebbèlle s.m. = Confusione, Chiasso

Schiamazzo, strepito prodotto da voci di persone; rumore, baccano; contrasto, litigio.

Stéte facènne ’stu sòrte de rebbèlle per senza njinde = Tanto rumore per nulla.

Hanne fàtte ‘u sciòpere: enjinde quanta rebbèlle ca ce so’ stéte = Hanno fatto lo sciopero, non ti dico gli schiamazzi che ci sono stati.

Rebbelléje

Rebbelléje v.t. = Scompigliare, disordinare

Si può dire anche arrebbelléje

Sombussolare, scompaginare, ingarbugliare, arruffare, dissestare, ecc.

Pigghje ‘a pettenèsse! Nen vute ca ‘u vjinde t’ho rebbelléte i capìlle? = Prendi il pettine! Non vedi che il vento ti ha arruffato i capelli?

Ce so’ misse a parlé de pallöne e c’jì rebbelléte ‘a tàvele = Si sono messi a parlare di calcio e il desco (nel senso di commensali) si è scompigliato.

Rebbuscéte

Rebbuscéte agg. = Deobosciato

Si qualifica copn questo termine una persona dissoluta, immorale, depravata, sciatta, trasandata, sregolata, malandata, malridotta dai vizi, … basta così?

Insomma una schifezza di uomo. Ricordate Eduardo “…’a schifézza, d’a schifézza, d’a schifézza , d’a schifézza ‘e ll’uòmmene!”

Recchietèlle

Recchietèlle s.f. = Orecchiette.

Si tratta di una pasta alimentare fatta in casa dalle nostre brave massaie. Tipica della Puglia e della Basilicata.

Viene confezionata a mano, con l’ausilio di un coltello a punta arrotondata, tagliando tanti tocchetti da un cannello di pasta (acqua e farina).
La preparazione richiede molta abilità e pazienza.

Ora è possibile acquistarle nei negozi che confezionano la pasta fresca. Sono ottenute da apposite macchine. Non è proprio la stessa cosa, ma è passabile.

Si cuociono talvolta assieme alle altrettanto famose cime di rapa, e più spesso con un ragù di agnello.