Ràchene

Ràchene s.f. = Telone

Si tratta di teloni di tela robusta, che erano dispiegati sollo le piante di ulivi prima dell’operazione di raccolta. Le olive in esso cadute e si raccolgono e si pongono in sacchi di iuta per porlarle al frantoio oleario. Il telone così riutilizzabile, passa alla pianta successiva.

Usato anche come stuoia sull’uscio di casa per accogliere i bimbetti attorno alla nonna, quando nelle calde sere d’estate lei usava raccontare all’aperto fantastiche fiabe o allegri frecàbbele

Ràcquele

Ràcquele s.m. = Razza.

Vengono definiti razza alcuni pesci cartilaginei dell’ordine dei raiformi.

Diffuse in Adriatico la Razza bianca (Raja alba), la Razza chiodata (Raja clavata).

“Sono caratterizzati dal corpo piatto romboidale, grandi pinne pettorali a forma di ali, coda sottile e lunga, occhi posti sul dorso, bocca ventrale.

Hanno in genere carni commestibili, non particolarmente apprezzate.”

Fin qui quello che dice Wikipedia. Ma che volete farci, questi infelici non sanno che significa ‘u ràcquele ammulechéte, perché evidentemente non sono mai stati a Manfredonia.

Noi mangiamo anche quelli piccoli. detti racquelìcchje, in umido.

Nei paesi costieri dell’alto Adriatico la razza è chiamata “Aquila di mare”. Forse il nome, storpiato, è passato anche alla nostra marineria.

Rafanjille

Rafanjille s.m. = Ravanello.

Il ravanello (Raphanus sativum) è una pianta annuale di cui si consuma la radice, generalmente sferica e di colore rosso, con polpa bianca, di sapore lievemente piccante, usata prevalentemente in insalata.

Esistono anche ravanelli bianchi e quelli lunghi come carotine.

Le foglie tenere si mangiano anch’esse in insalata o in pinzimonio.

Ricordo il grido si un venditore ambulante che veniva dalla campagna col carretto pieno di ravanelli trainato da un cavallo:

Tenerjille tenerjille ‘i rafanjille! Chi ce mange ‘i rafanjille féje li fìgghje mariungjille! = Tenerelli (sono i miei) ravanelli! Chi si mangia i ravanelli fa i figli ladruncoli!

Infatti il retro del suo carro era presa d’assalto, nonostante i colpi di frustino, da una masnada di monelli…

Un altro suo grido che esaltava la freschezza del prodotto: L’agghje cùlte allu giardüne de Peppenèlla müje!= Li ho raccolti dal giardino di Giuseppina mia (moglie).

Era talmente pittoresco questo signore che il fatto di “Peppinella mia” è rimasto proverbiale in tutta Manfredonia, sia se si nominava giardino sia se il discorso cadeva sulla freschezza di un ortaggio. Sì, l’agghje cùlte allu giardüne de Peppenèlle…

Infatti, ma qui forse lavoro un po’ di fantasia, la nave da carico allestita da armatori locali fu battezzata proprio “Peppinella”. Peccato che nel suo viaggio inaugurale carica di rottami di ferro affondò nel Canale della Manica, nei pressi di Dunkerque, credo nel 1955.

Ragge

Ragge s.m. = raggio, rabbia.

Come in italiano, alcuni vocaboli al maschile hanno un significato diverso da quello assunto al femminile.

1) Ragge, s.m. = Raggio. Più che come espressione geometrica è quello fisico della ruota del carro o della bicicletta. Anche i raggi solari si chiamano ràgge.

2) Ragge, s.m. = Impeto, forza, potenza di lancio. Solo nella locuzione idiomatica: pe tutt’i ràgge = con tutta la forza possibile. Sbàtte ‘u polepe pe tutt’i ràgge = Sbattere il polpo con tutta l’energia possibile.

3) Ragge s.f. = Rabbia. Rabbia, intesa come malattia dei cani, l’idrofobia. Tenì ‘a ràgge = essere idrofobo.

4) Ragge s.f. = Rabbia, intesa come sinonimo di stizza, ira, collera, odio, irritazione, rancore. Tenì ‘na ràgge = Avere rancore, risentimento, ecc..

5) Ragge s.f. = Un “sapido” giudizio culinario, specie se il gusto del sale è predominante. Jì saprüte ‘stu baccalà? È gustoso questo (intingolo di) baccalà? – Sì ‘na ràgge! = Sì, è salatissimo!

6) Ragge agg. = Ragia, specificamente riferito all’essenza di trementina, detta commercialmente acquaragia, acquaràgge, o, con linguaggio più tecnico, diluente deluènde. Usato dai tinteggiatori per diluire le vernici e risciacquare i pennelli dopo l’uso.

Rajéne

Rajéne s.m. = Uragano

Violenta tempesta con pioggia e turbini di vento.

Figuratamente: grande frastuono, o persona eccessivamente agitata, irrequieta, irruente.

Con l’articolo è noto soprannome ‘U Rajéne = L’uragano.

Rajó

Rajó s.m. = Ragù

Condimento per pastasciutta e altri primi piatti, a base di salsa di pomodoro e carne.

Sostantivo francese ragoût (pron. ragù), derivato dal verbo ragoûter composto da re di nuovo e goûter gustare.

Quelli che dicono ragó (con la ó stretta di fórne= forno) parlano un dialetto modificato. Come se dicessere gallócce invece di jallócce=galletto