Quatte vócchele

Quatte vócchele top. = Quattro boccali

Toponimo che indica la zona di Manfredonia a ridosso di Via Gaetano Palatella. Praticamente scendendo per via Porta Pugliese, all’inizio di Via della Croce, zona che all’epoca non era stata ancora edificata.

Esisteva fino agli anni ’50 una grandissima cisterna pubblica per attingere acqua piovana in essa accumulata durante la stagione piovosa.

Per poterla attingere sopra questa cisterna esistevano quattro aperture, imboccature a pozzo con relativo coperchio, dette in dialetto vócchele, derivato da bocca, imbocco, boccale.

Altre due cisterne erano attive per i bisogni della popolazione: una era ubicata vicino al Convento di Santa Maria, ove attualmente sorge l’edifico della banca Monte Paschi, e l’altra, per la maggiore capienza del suo serbatoio, detta ‘U pescenöne= il cisternone, situata di fronte al Torrione dell’Astrologo, su Via Antiche Mura.

Quèdda

Quèdda agg = Quella

Aggettivo dimostrativo solo femminile sempre seguito dal sostantivo che modifica, indica persona o cosa lontana nello spazio o nel tempo da chi parla e da chi ascolta.

Purtroppo Quèdda si è italianizzata quasi del tutto in Quella, come tutti i termini terminanti in -dde, perché ritenuti rozzi.

Diccìlle a quèdda berafàtte ca jüje la spüle tutta quande! = Diglielo pure a quella bellezza, che io la depilo totalmente con un assalto alla sua capigliatura! (esempio di minaccia di una donna gelosa verso la sua rivale)

Quèsta

Quèsta agg. = Questa

Aggettivo dimostrativo solo al femminile, è sempre seguito dal sostantivo che modifica, indica persona o cosa vicina nello spazio o nel tempo a chi parla.

Quèsta giòvene me piéce veramende! = Questa ragazza mi piace davvero.

Si contrae spesso in ‘sta: ‘sta pàcce = questa matta!

Quìnde

Quìnde agg.= Quinto

1 – Che, in una successione ordinata, occupa il posto corrispondente al numero 5.

2 – Con valore frazionario, relativo a ciascuna delle parti di un intero diviso per cinque: la quinta parte.

3 – Peso per bilancia dal valore di 200 g.

In dialetto un quinto si sottintende anche un misurino dalla capacita di 200 ml.

In effetti un quinto di mille (grammi o ml) sono proprio duecento.

‘nu quìnde de latte = 200 g di latte.
‘nu quìnde de pàste = 200 g di pasta.
düje quìnde = 400 g (o ml)
trè quìnde = 600 g (o ml)
quàtte quìnde = 800 g (o ml)

Addirittura esiste la locuzione ‘nu quìnde e mjizze = un quinto e mezzo, per indicare una misura liquida o solida di 300 g.

Düje quìnde e mjizze = Due quinti e mezzo = 700 g

Se si vuol essere ancora più precisi, si usa aggiungere con voce più moderna, cinquanda gràmme.

Per es. 750 g si traducono in tre quìnde e mjizze e cinquanta gràmme. Per questo alle scuole elementari eravamo bravi a far di conto!

Quando il vino si vendeva sfuso nelle cantine, si chiedeva quatte quìnde e ‘na cazzöse = 800 g di vino e una gassosa. La miscela giusta per migliorare la boccata del vino, magari un po’ aspro di natura.