Arrevéte a lu furnére ce jàrde ‘a pìzze.

Arrivato il turno del fornaio, si brucia la pizza.

Un po’ come la storia del calzolaio con le scarpe rotte perché non trova il tempo di ripararle.

Dopo aver mostrato la disponibilità a risolvere i problemi altrui, magari portandoli a soluzione, il soggetto si trova a non poter eliminare i propri, perché le circostanze hanno irrimediabilmente compromessa ogni possibilità di uscita.

Aspjitte ciócce müje a quanne arrüve ‘a pàgghja növe

Aspetta somaro mio quando arriva la paglia nuova.

Per poter mangiare, asino mio, devi aspettare che arrivi la paglia del nuovo raccolto.

In italiano esiste il proverbio simile: campa cavallo, che l’erba cresce!

Quando qlcu non ottiene un favore chiesto, e si sente dire di pazientare per il momento, cita questo simpatico proverbio.

Come per dire: io ora, adesso, in questo momento ho bisogno del tuo aiuto, non dopo.

Assemègghje alla vamméne d’i chéne

Somiglia all’ostetrica dei cani.

La levatrice, “mammana” dei cani è evidentemente molto indaffarata, perché ogni cucciolata e numerosa.

E’ un affettuoso rimprovero verso chi ha sempre tanto da fare, non ha un po’ di tempo da dedicare nemmeno a se stesso.

Assemègghje au petrusüne jind’i menèstre

Detto completo: Assemègghje au petrusüne jind’i menèstre, a tutte vanne truve a jìsse = Somiglia al prezzemolo nelle varie minestre, dovunque trovi lui.

Ossia che la persona di cui si parla è un ficcanaso, che si intrufola dappertutto, ha l’indole del protagonista.

Assì p’u pàlje e arretràrece p’u tammórre

Uscire con il pallio e ritirarsi col tamburo.

Simile ala locuzione in lingua italiana: “Assalto francese e ritirata spagnola”.

L’impeto iniziale è andato scemando, e alla fine è rimasto solo il tamburo a marcare il tempo di una banda che si è sfiancata a suonare dietro il pallio della processione

Attacche ‘u ciócce add’jì ca völe ‘u patrüne

Lega l’asino dove vuole il padrone.

Se sei un subalterno fa quello che ti chiede il Superiore, anche se a te l’ordine sembra cervellotico.