Amm’aggiusté ‘i püse e ‘i velànze

Abbiamo da tarare i pesi e le bilance.

Corrisponde al proverbio italiano: mettere i puntini sulle “i”. Chiarire ogni perplessità.

Ossia: esaminare attentamente; cercare il riscontro tra quanto promesso e quanto mantenuto;
verificare ogni cosa prima di prendere una inderogabile decisione tra le controparti.

Valutare il pro e il contro.

Ammócce chépe e scuprìsce cüle

Copri la testa e scopri il culo.

Quando la coperta è corta, figuratamente, non puoi coprirti tutto.

Si usa dire questo proverbio quando le possibilità finanziarie non consento di ottenere due vantaggi. Un po’ come quando uno vuole la botte piena e la moglie ubriaca: o l’una o l’altro.

Angöre uà vedì ‘a sèrpe e già chiéme a San Pàvele

Non ha ancora visto il serpe e già chiama San Paolo.

Un proverbio che per similitudine richiama quello italiano di “Fasciarsi la testa prima di essersela rotta”.

Occorre chiarire che nella credenza popolare garganica, San Paolo protegge dai morsi delle vipere e protegge dai danni che potrebbero derivare da animali inferociti o imbizzarriti

Vedi Sanpaulére.

Appènne ‘i vesàzze

Appendere le bisacce

Metaforicamente = Innammorarsi.

E’ inutile che continui a peregrinare in cerca della persona giusta. L’ha trovata. Perciò appende le bisacce e si ferma. È giunto a destinazione.

La bisaccia aveva la funzione dell’odierna valigia per i viaggiatori dell’800.

Può riferirsi anche ad un profittatore.

Ha appeso le bisacce anche lui. È inutile continuare a girare per chiedere auti materiali, perché ha trovato qlcu cui rivolgersi a colpo sicuro, che non lo rimanda mai a mani vuote.

Aprüle fé ‘u fiöre, e Magge jéve l’onöre.

Aprile fa il fiore, e Maggio ha l’onore.

La fatica la fa uno, e il merito lo prende un’altro.

Succede anche nella vita degli uomini.

Arrebbelléje ‘u jaddenére

Scombussolare il pollaio, provocare un trambusto.

È un simpatico modo di dire che descrive lo schiamazzo derivante dall’annuncio di un avvenimento inaspettato, o anche atteso, a un uditorio specialmente femminile (chiedo scusa alle donzelle).

Un po’ come succede nel pollaio, quando sembra che tutti i pennuti rimangano tranquilli per ore, e poi d’improvviso si ode una gazzarra corale dopo un primo coccodé di una gallina solista.

Accüme àgghje dìtte ca jöve néte ‘u crjatüre c’jì rebbelléte ‘u jaddenére = Come ho detto che era nato il bambino è iniziato il trambusto.