Pe’ l’èrva mòsce ce stójene ‘u cüle tutte quande.
Con l’erba molle si puliscono il culo proprio tutti.
Ossia se qlcu mostra poca saldezza, finisce che viene usato anche per cose che non gli sono gradite.
Va bene la disponibilità, ma non troppa…..
Con l’erba molle si puliscono il culo proprio tutti.
Ossia se qlcu mostra poca saldezza, finisce che viene usato anche per cose che non gli sono gradite.
Va bene la disponibilità, ma non troppa…..
Perché il Papa non è il Re.
È una risposta evasiva a qlcu troppo inistente con le domande o se si vuole tagliare corto senza fornire spiegazioni sul proprio operato.
Questo detto è rivolto specialmente ai minori dai genitori che vogliono educarlo a non fare certe richieste.
Esempio telegrafico:
-Papà m’accàtte ‘a bececlètte?
-NO!
-E pecché?
-Pecchè ‘u pépe nen jì ‘u Re!
A questo punto non si poteva più discutere. Almeno ai miei tempi.
Perdere la rendita e anche il capitale che avrebbe potuto generarla.
Questo proverbio vuol indicare qlcu che si è avventurato in un’operazione finanziaria finita male, nella quale ha perduto il capitale impiegato nonché l’interesse che sperava di guadagnarci
Sembra, pare… e poi scopri.
Modo di dire simpatico, equivalente all’italiano gira e rigira, oppure gira e volta, sotto sotto, alla fin fine, ecc.
Insomma sembra tutto ben fatto, ma poi…escono le magagne.
Ho già detto che scumegghjé significa scoprire, sollevare le coperte.
Toppe nel sedere ed il cappello in testa.
Esiste anche la versione Zecca ´ngüle e musiška´nghépe. Mi sembra volgare, perché cita insetti parassiti annidati nel deretano del poveraccio in questione.
Si dice per mettere in risalto e sottolineare un abbigliamento disarmonico (giacca nuova e pantaloni vecchi rattoppati).
Una volta i cappelli si facevano di pelle (per chi poteva permetterseli) ed il termine è usato per indicare il materiale animale con cui il cappello era confezionato.
Grazie a Sedum, il cui testo è stato completamente qui trascritto.
Prenditela come viene.
Un consiglio a carattere filosofico, dato in maniera un po’ consolatoria, riferendosi alla malasorte o alla stessa vita che riserva sorprese non sempre gradevoli.
Ossia non avere rimpianti o rimorsi, non compiangerti e guarda avanti.