A vamméne Zappunöte

A vamméne Zappunöte loc.id. = La levatrice di Zapponeta

La locuzione descrive una donna che si dà delle arie eccessive.

Ma chi crede di essere ‘a vamméne Zappunöte?

In un piccolo centro come Zapponeta potrebbe anche essere considerata l’unica, l’indispensabile, la preziosa, ecc.

Ma nella nostra “grande” città costei è solo un numero che si confonde negli altri numeri.

Al maschile si diceva, con lo stesso significato spregiativo: ‘U Sìneche Zappunöte.= il Sindaco di Zapponeta, beninteso quando il centro era solo una piccolissima frazione di Manfredonia e certamente non aveva il Sindaco ma solo un Rappresentante in seno al Consiglio Comunale di Palazzo San Domenico.

Ora che Zapponeta è un Comune autonomo, certamente avrà il suo bravo Sindaco, e la locuzione ha perso il significato originale.

A vucjille pìsce ‘u litte e u cüle jéve mazzéte

Il pistolino piscia il letto e il culo ha le botte.

Una delle prime ingiustizie constatate dal bimbetto che ragiona da solo.

La vita riserva delle amarezze. La colpa di uno ricade spesso su qulcun altro.

Vedi la storia del cetriolo

Accunté ‘a storje ‘u Cecerètte

Raccontare la storia del Ceceretto.

Cecerètte era il nome del protagonista di una interminabile fiaba per bambini.
Non la ricordo perché mi addormentavo sempre prima della fine….

Accunté ‘a storje d’u Cecerètte viene citato come modo di dire.

Significa raccontare dal principio e particolareggiatamente tutte le proprie peripezie a qlcu che magari non le vuole nemmeno ascoltare.

Jì venüte m’ho cuntéte tutte la storje d’u Cecerètte. Nen la fenöve cchió! = E’ venuto e mi ha raccontato tutte le sue peripezie. Non la smetteva più!

Tó nen séje tutte ‘i fàtte: mo’ te l’accònde jüje tutt’a storje ‘u Cecerètte! = Tu non conosci completamente come si sono svolti i fatti: ora te la racconto io tutta la storia dettagliatamente.

Add’jì ca sté góste, ‘nce sté perdènze

Dove c’è gusto, non c’è perdita.

Se una cosa piace a me, mi garba, è di mio gusto, non deve interessare agli altri, che non hanno nulla da perdere.

La tua libertà finisce esattamente dove comincia la mia libertà.

Addjì ca arrevéme, chjandéme ‘u zìppere

Dove arriviamo piantiamo uno stecco, uno zìpolo.

Ossia per oggi basta così.

Si usa citare questo detto per evidenziare che ogni cosa richiede il suo tempo per essere ultimata.

Alla fine della giornata se si prevede di non terminare l’opera in corso di esecuzione, figuratamente, si pianta uno stecco, in modo che l’indomani si possa riprendere esattamente da quel medesimo punto

Addrizze vignetìlle quann’jì angöre tenerille

Raddrizza il virgulto quando è ancora tenero.

Se intervieni con tempestività riesci a ottenere buoni risultati.