La carne in bocca agli sdentati.
Un modo di dire simile a quello della “chitarra in mano ai cafoni”, o a quell’altro dei “confetti in bocca ai porci”. Uno spreco inutile, perché, quantunque buone/i non saranno mai apprezzate/i adeguatamente.
Molte persone non hanno la sensibilità, la capacità o la possibilità di gustare le cose belle e/o buone che la vita ci offre, forse perché abituate dalle circostanze ad altro tipo di soddisfazioni.
Immaginate uno di quei tamarri che alle due di notte gira per Manfredonia con le casse dell’autoradio a palla. Sappiamo, nostro malgrado, che costui ascolta solo le lamentazioni post moderne di canzoni pseudo-napoletane che argomentano tristi nottate in carcere.
Ebbene immaginate, dicevo, che il suo CD taroccato contenesse per errore il brano “Eine kleine nachtmusik” di Mozart. Secondo voi quello zotico che farà, si ascolterà Wolfgang Amadeus, oppure passerà di corsa al brano successivo, quello del suo amato Nino Cacciapuoti?
Ecco, questo sarebbe come la carne mmocche ai sgagnéte: non è adatta, perché mancano i denti per masticarla e gustarla. Così come in taluni soggetti mancano le capacità di valutare e stimare la vera arte.