De jùrne aggióste ‘u supréne e de nòtte affìtte ‘u sutténe

Di giorno restaura la casa posta al piano superiore e di notte loca quella di sotto.

Può sembrare che la ragazza sia molto attenta a sbrigare le faccende di casa sua, evidentemente posta su due livelli.

Proverbio che si cita per additare una puttana senza scandalizzare troppo le orecchie sensibili delle comari.

Chi jì quèdde? Jüne ca fé ‘ bèlla giovene, ca de jùrne aggióste ‘u supréne e de nòtte affìtte ‘u sutténe.

Aggiustare la parte superiore significa tentare di salvare la faccia, le apparenze.
Affittare la parte inferiore significa, alla lettera: Concedere qlco. in uso a qlcu., dietro pagamento.

Se qualche lettore, chiedendo alle persone anziane, sa darmi una spiegazione più plausibile sarò lieto di pubblicarla citandone il nome.

De venardì ce ‘nzuràtte Petracche

Un tale Petracco si sposò di venerdì.

E allora che vuol dire?

Il Venerdì non era considerato un giorno fausto dai nostri nonni, perché fu lo stesso giorno della crocifissione e morte di Nostro Signore.

Questo proverbio si cita quando qlcu inizia un’opera, o intende compiere un’azione fuori luogo e fuori tempo.

Come per dire: proprio adesso vuoi fare questa cosa? Potevi farla prima o rimandala di qualche tempo!

Recentemente ho sentito pronunciare questo proverbio con il verbo coniugato al passato prossimo invece che al passato remoto: de venardì c’jì nzuréte Petràcche.

Decètte ‘u pàppele alla féfe, damme tjimbe ca te spertöse

Disse il tonchio alla fava: dammi tempo che ti perforo.

Si cita questo detto per rassicurare qlcu che l’impegno preso in precedenza verrà mantenuto: è solo questione di tempo.

Decètte San Frangìsche: se nen jì nètte, uà jèsse frìške

Disse San Francesco: se non è pulito deve essere fresco.

Ora non so bene se il Poverello d’Assisi intendesse accontentarsi di un pesce fresco, anche se non era stato nettato (ci avrebbe ponsato lui a squamarlo). Può darsi che si riferisse ad un letto. Non so l’origine.

Presumo tuttavia che San Francesco sia stato citato solo per una questione di rima con “fresco”.

Il Detto comunque è prettamente estivo, e viene citato quando qualcuno richiede qualcosa di fresco da mangiare o da bere.

Grazie all’inesauribile Alfredo Rucher per il suggerimento.

Decètte ´u presótte: a pöche a pöche me màngene tótte

Disse il prosciutto: “a poco a poco mi mangiano tutto!”

Attorno a qualcuno di buone disponibilità, soprattutto economiche, girano gli approfittatori.

La vita è piena di “tranganére” e mangiajorze che ti lasciano “de cüle a chjapparüne“, e quando sei al verde ti voltano ignobilmente le spalle.

Grazie a Sedum per il suggerimento.

Di’ au mére: stàtte söte!

Di’ al mare: resta immobile.

Espressione sconsolata quando non si riesce ad ottenere un’attimo di tranquillità dai bambini mentre essi giocano.

Insomma come si volesse ordinare al mare di stare immobile. Mission impossible