A cècere a cècere ce jègne ‘a pegnéte
A cece a cece si riempie la pentola di terracotta.
Anche se quello che disponiamo sembra scarso, potrà sempre servire. Un po’ per volta si riuscirà a realizzare qlco.
Una botta di ottimismo.
A cece a cece si riempie la pentola di terracotta.
Anche se quello che disponiamo sembra scarso, potrà sempre servire. Un po’ per volta si riuscirà a realizzare qlco.
Una botta di ottimismo.
A casa del poverello non manca mai un tozzo di pane (per l’ospite inatteso).
La persona misera si mostra generosa verso un suo simile più di quanto faccia il ricco.
Entra pure, l’ospite è sempre ben accetto. Quello che abbiamo verrà diviso. Aggiungi un posto a tavola!
A casa di suonatori non si portano serenate.
Il proverbio ammonisce i vari opinionisti a non propinarci i loro consigli, di non venire a dare il loro parere proprio a noi che di un certo argomento abbiamo avuto lunga esperienza e sappiamo come agire al meglio.
Come dire: ma lo vieni a dire proprio a me?
Alla lettera significa: a chi dà (percosse) e a chi coinvolge, compromette.
È la definizione di un tipo gradasso, borioso, smargiasso, presuntuoso, spaccone e rissoso (per oggi basta).
Insomma da tenerlo lontano perché facilmente coinvolge gli astanti nelle sua fanfaronate. Vuole essere sempre al centro dell’attenzione, nel bene, ma sopratutto nel male. Vuole sempre avere prepotentemente l’ultima parola perché si ritiene infallibile, il migliore.
A chi non ha figli non chiedere né fuoco, né consigli.
Il proverbio vuole evidenziare l’amore dei genitori pronti a sopportare qualsiasi sacrificio per i propri figli.
Purtroppo, loro malgrado, coloro che non hanno avuto figli, non sanno elargire consigli appropriati né tantomeno solidarietà o generosità perché non riescono a concepire la spinta sublime dell’amore che causa solidarietà protezione verso le creature altrui.
Quando non erano diffusi i termosifoni, si andava a chiedere alla vicina anche un carbone acceso per innescare il fuoco al proprio braciere.
Una variante di questi proverbio recita: a chi ruméne züte nen cercànne cunzìglje e sòlde ‘mbrjiste = A chi resta scapolo (o nubile) non chiedere consigli o soldi in prestito.
Abbiamo lavorato giusto con il filo a piombo, e anche con la livella: tuttavia la costruzione non riesce tanto bene perché il palazzo è un po’ pendente.
Un simpaticissimo proverbio che evidenza la scarsa abilità degli improvvisatori. In questo caso il muratore nonostante abbia usato il filo a piombo e la livella, strumenti che avrebbero dovuto indicargli la via giusta per edificare, riesce solo ad alzare pareti storte.
Grazie a Enzo Renato per il suggerimento