A carne jì morte e ‘u bröde ce jètte a li chéne
I più anziani pronunciano: A carne jì morte e ‘u bröde ce scètte ai chéne.. Scètte, dall’infinito scetté, più simile al francese jéter
La carne è morta e il brodo si butta ai cani.
Questo proverbio indica una situazione molto triste.
Succede spesso che al decesso di una persona i familiari si contendano i suoi beni, ancorché divisi secondo la legge o secondo il testamento eventuale.
C’è sempre chi non è soddisfatto, ritenendosi leso nei propri interessi.
Così passa in secondo ordine la persona e vanno in primo piano le cose.
Ormai il poveretto è morto, e non è degnato nemmeno di un senso di gratitudine, tanto conta solo quello che ha lasciato…
Conosco casi in cui, tra contestazioni e liti giudiziarie, l’eredità si è dissolta tra avvocati e spese giudiziarie, così come è scomparso l’affetto fraterno.