Palamére
Palamére s.m. = Bracciolo
Da non confondere con il bracciolo della poltrona….
Si tratta di uno degli innumerevoli fili con amo che pendono dalla cima orizzontale del palàmito (detto in dialetto palanghére) impiegato come sistema di pesca.
Palamére s.m. = Bracciolo
Da non confondere con il bracciolo della poltrona….
Si tratta di uno degli innumerevoli fili con amo che pendono dalla cima orizzontale del palàmito (detto in dialetto palanghére) impiegato come sistema di pesca.
Paléje s.f. = Sogliola
La sogliola (Solea vulgaris) è ritenuto un pesce pregiato, dalle carni bianche, magre e molto digeribili. Vive a contatto con fondi sabbiosi e fangosi. Clicca sull’ immagine per ingrandirla.
Ha il corpo ovale e piatto. La testa è piccola ed il muso è arrotondato, in età adulta entrambi gli occhi si posizionano su un solo lato della testa.
A me piàcene cchjù ssé ‘i sparrüne arrustüte. = Io (alle sogliole) preferisco gli spari arrostiti
Paléme s.f. = Alga marina.
Si deposita in gran quantità sulla battigia, per effetto dei marosi, si ammassa e imputridisce.
Palettò sm = Cappotto, pastrano:
Ora si dice cappòtte, ma fino a pochi lustri fa si usava il termine francese paletot = Cappotto, e si pronuncia senza la t finale.
Talvolta si usava dire in dialetto anche trènce , dal termine inglese trench = cappotto.indumento invernale di stoffa pesante.
Paliatöne s.m. = Scarica di percosse
Se le percosse sono numerose e memorabili, l’azione dicesi Paljatöne a nómere jüne = Botte a numero uno, cioè in cima ad una ipotetica classifica delle sberle.
Sinonimi:
Paliéte s.f. = Legnata
Pandummüne
Mazzjatöne s.m., Frechéte de mazzéte = Scarica di legnate (mazze)
Scàreche de taccaréte = Gragnuola di bastonate (taccarjìlle = corto e robusto bastone per pestare le spighe)
Abbuttéte de fàcce = Gonfiata di faccia (per i pugni)
Stengenéte de cùste = Incrinatura di costole
Menéte de škaffe = Scarica di schiaffi, clicca Recchjéle,
Škaffjé = Schiaffeggiare
Menéte de Cazzuttüne = Gragnola di pugni
Altri tipi di percosse inflitte:
A botte de
= a colpi di ramazza.
Era il deterrente migliore che usavano le mamme per domare le piccole pesti della famiglia.
Il rataviello era la mazza per lavare a terra, non l’attuale morbido mocio vileda, ma un pesante spazzolone di legno che spesso produceva grossi bernoccoli.
A botte de chianjille = a colpi di ciabatta.
Altro valido mezzo aereo che serviva per colpire, in genere alla schiena, le simpatiche canaglie in fuga. Il lancio dei chianjille (ciabatte in genere pesanti e…precise) veniva preceduto da urla tipo: ca’ te vònn’acciüde, ca’ te vònna sparé, stù böje, stù malazziunande.. ecc. = Che ti possano uccidere, che ti vogliano sparare, questo boia, dedito alle cattive azioni.
A botte de zùcchele = A colpi di zoccoli
Questo è un sistema davvero sconsigliabile da usare, in quanto è seguito in genere da una corsa in ospedale per mettere i punti di sutura a una testa spaccata.
Sono termini molto più immediati ed efficaci dei corrispondenti in lingua! (busse, percosse, botte). Ne esci sempre molto malconcio, ma….. vuoi mettere?
Pàlje s.m. = Pallio
Pallio 1 – Striscia bianca di lana di agnello, con sei crocette (tre per parte, allineate su ciascuna delle due stremità) e con le frange nere e veniva conferita dal Papa al Vescovo all’atto della nomina espiscopale.
Il Presule la indossava per rappresentare la sua dignità di Vescovo e la sua sottomissione al Papa, e simboleggiare quindi quella del popolo di Dio alla Sua Chiesa.
Pallio 2 – Stoffa drappeggiata come un sipario semi-aperto, per accogliere ornare e decorare – su una mensola, su un ripiano, o su un palchetto – una statua o un’immagine sacra.