Ngecalènze

Ngecalènze s.f. = Concentrazione.

Capacità di fissare l’attenzione su un solo dato. Capacità di concentrarsi nel lavoro, nello studio.

A causa della ngecalènze, talvolta il mondo circostante sembra svanito. Non si riconoscono nemmeno i volti familiari.

Si è come ciechi (da cui deriva il termine che potebbe significare cecità) che non si “vede” nessuno.

Ngegné

Ngegné v.t. = Inaugurare

Celebrare l’inizio di un’attività; in senso fig., fam., usare qlco. per la prima volta: Che bèlli scarpe! Mo’ l’ha ‘ngegnéte? = Che belle scarpe, ora le calzi per la prima volta?

Ngeleppé

Ngeleppé = Glassare

Completare la preparazione di certe ciambelline dolci con giulebbe di albume e zucchero.

Si spennellano i taralli con questo sciroppo denso e si mandano in forno.

Con il calore l’albume si rapprende e il dolce al termine della cottura si presenta coperto da una bianca glassa croccante.

Ngenàgghje

Ngenàgghje s.f. = Inguine

Parte anteriore del corpo, corrispondente alla giunzione tra il tronco e gli arti inferiori.

Jògge tènghe ‘nu delöre jind’i ‘ngenagghje = Oggi ho un dolore negli inguini.

Per estensione talvolta si usa ‘ngenagghje per indicare articolazioni, giunture degli arti in genere.

Ngenechéte

Ngenechéte agg. = Intento, penetrante, concentrato, pensoso

Dicesi di qcn., che è profondamente teso, concentrato con i sensi o con l’intelletto verso qcs e non dà retta a nessuno.

Nghjemmüse

Nghjemmse agg. = Compatto.

Aggettivo relativo specificamente ad un prodotto da forno che non ha lievitato a sufficienza.

Deriva da chjómme= piombo. Quindi: pesante e compatto come un piombo

Per esempio un pane nghjemmüse praticamente non ha i buchi che gli conferiscono leggerezza. Il lievito ha fatto cilecca…