Nzògne

Nzògne s.f. = Sugna, strutto

Grasso solido di maiale, di colore biancastro, usato in cucina per friggere.

Con l’era delle diete, la sugna è aborrita dalle nostre mense.

Fé ‘a ‘nzògne = fare la cresta sulla spesa, trattenersi il resto.

Nzólte

Nzólte s.m. = Insulto (med.)

In medicina si definisce insulto un attacco, un accesso, un’insorgenza improvvisa e violenta di una manifestazione patologica. Per esempio: un insulto d’asma.

Era uno sfogo di una madre contro il proprio figlio monello che non l’ubbidiva:

T’ uà venì ‘nu nzólte….t’uà venì jüne e bùne! = Ti deve colpire un attacco cardiaco! Ti deve colpire uno solo, ma micidiale.

Nzónze

Nzónze s.f. = Sudiciume, sporcizia, untume.

Per lo più la sporcizia è dovuta a sostanze grasse e untuose.

Livatìlle ’sta cammüse! ‘U vüte ca ‘u cullètte stéje chjüne de ‘nzónze? = Lèvatela questa camicia! Lo vedi che il colletto è piena di untume?

Pulizze ‘a cucjüne ca sté ‘a ‘nzónze = Pulisci (il piano della) cucina che è pieno di sudiciume.

Nzüjedelàneme

Nzüjedelàneme inter. = Non sia dell’anima!

Alternativo di Abbunàneme
= La buon’anima.

Espressioni che si pronunciavano subito dopo il nome di una persona defunta.

Il significato letterale è: non sia a detrimento dell’anima sua.

Vale a dire: quello che noi indegni peccatori stiamo adesso facendo, cioè nominandolo inopportunamente, non sia a danno della sua anima.

Me so’ sunnéte a Frangìsche, ‘nzüjedelàneme, ca stöve rerènne = Ho sognato Francesco, non sia a suo danno, che stava ridendo.

Se i defunti erano volati al Cielo in tenera età si appellavano: “ ‘a benedètta nostre” o “ ‘u benedìtte nustre” senza farne il nome, tanto l’interlocutore capiva perfettamente chi era l’oggetto della conversazione.

Recentemente ho sentito dire “‘nzüjedelàneme ” riferito non a una persona deceduta , ma a un’epoca trascorsa o a uno stato di benessere ormai passati: “Quann’jèveme giuvene, ‘nziedelaneme, stèmme a ballé tutte la notte!” = quando eravamo giovani, ormai tempo morto e sepolto, stavamo a ballare tutta la notte.

Nzumeléje

Nzumeléje v.t. = Assommare

Raccogliere insieme, riunire, sommare, raggranellare.

Specificamente significa anche risparmiare, ma non nel senso di risparmiare sul costo di acquisto di un bene o di una prestazione di servizio (il famoso ultimo prezzo delle estenuanti contrattazioni per ‘tirare’ a vantaggio dell’acquirente)

Risparmiare proprio nel senso di mettere da parte del denaro, allo scopo di non spenderlo, e trovarsi alla fine una sommetta per far fronte agli imprevisti: ‘u ‘nzumelìcchje, il gruzzoletto.

Credo che derivi da sommare.

Nzumelìcchje

Nzumelìcchje s.m. = Risparmio

Piccola somma di denaro raccolta nel salvadanaio.

Credo che derivi da somma, piccola cifra in denaro, faticosamente raccolta, soldino dopo soldino, sommando tutte le monete del salvadanaio.