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	<title>parla manfredoniano! &#187; N</title>
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	<description>il vocabolario del dialetto manfredoniano</description>
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		<title>Nagghjire</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 20:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Nagghjire o anche Chépe-nagghjire s.m. = Capo frantoiano. È il numero uno nella gerarchia tra gli operai addetti al frantoio oleario. Gli operai sono detti treppetére = frantoiani. È lui che sceglie i collaboratori, che contratta la molitura e l&#8217;eventuale vendita di olio. Siccome il ruolo chiede una forte personalità, viene definito scherzosamente chépe-nagghjire anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Nagghjire</strong> o anche <em>Chépe-nagghjire</em> <em>s.m.</em>  = Capo frantoiano.</p>
<p>È il numero uno nella gerarchia tra gli operai addetti al frantoio oleario.  Gli operai sono detti <em><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/t/trappetere/">treppetére</a></em> = frantoiani.</p>
<p>È lui che sceglie i collaboratori, che contratta la molitura e l&#8217;eventuale vendita di olio.</p>
<p>Siccome il ruolo chiede una forte personalità, viene definito scherzosamente <em>chépe-nagghjire</em> anche chi possiede un deciso carisma, un&#8217;aura da <em>leader</em>.</p>
<p>Il termine è quasi in disuso, perché nessuno più frequenta i frantoi, dato che questi ultimi, moderni e funzionali, necessitano di poco personale, in grembiule bianco, lindi e puliti come gli infermieri.</p>
<p>Grazie a Enzo Renato per il suggerimento.</p>
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		<title>N&#8217;abbaste a rengrazzjé</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 06:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[locuzione idiomatica]]></category>

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		<description><![CDATA[N&#8217;abbaste a rengrazzjé loc.id = Grazie infinite È un modo di ringraziare decisamente più intenso dell&#8217;abituale &#8220;grazzje tànde&#8221; = Tante grazie. Quando il ringraziamento è molto sentito per aver ottenuto un grosso favore, si ricorre alla locuzione del titolo, di solito rivolto in prima persona, sing. e plur. Significa in effetti: io non finirò mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>N&#8217;abbaste a rengrazzjé</strong> <em>loc.id</em> = Grazie infinite</p>
<p>È un modo di ringraziare decisamente più intenso dell&#8217;abituale &#8220;<em>grazzje tànde</em>&#8221; = Tante grazie.</p>
<p>Quando il ringraziamento è molto sentito per aver ottenuto un grosso favore, si ricorre alla locuzione del titolo, di solito rivolto in prima persona, sing. e plur. </p>
<p>Significa in effetti: io non finirò mai di ringraziarti, io non ti avrò ringraziato mai abbastanza per quello che hai fatto per me.</p>
<p>Volto al plurale:<em>n&#8217;abbastéme a rengrazzjé</em> = Il nostro ringraziamento è indeguato rispetto al beneficio ricevuto. Non basta, non è bastevole, è insufficiente.</p>
<p>In effetti questo modo di ringraziare è sempre spontaneo e cordiale e direi simpatico.</p>
<p>Qualche volta, tra amici, viene detto ironicamente o per sfottò, quando il favore è stato promesso e non mantenuto.</p>
<p>Note di fonologia: </p>
<p>1 &#8211; la negazione, per il fatto che il verbo  comincia per vocale, non è il solito <em>nen</em> = non,  come ad es. in <em>nen parle</em>, ma <em>n&#8217;</em>:</p>
<p>2 &#8211; la frase usa il verbo un po&#8217; italianizzato <em>abbasté</em> come una specie di riguardo verso l&#8217;interlocutore cui si rivolge il ringraziamento.<br />
In manfredoniano si dovrebbe dire <em>avasté</em>.   Torno a ribadire l&#8217;influsso nel nostro dialetto della lingua spagnola, la quale pronuncia nello stesso modo la &#8216;b&#8217; e la &#8216;v&#8217;, ossia espirando a labbra strette un po&#8217; di fiato, come se si dovesse spegnere una candelina.  Un esempio per tutti. Sp. <em>brazo, braza</em> = dial. <em>vrazze</em> = it. braccio, braccia.</p>
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		<title>N&#8217;ate-e-jüne</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 06:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[aggettivo indefinito]]></category>

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		<description><![CDATA[N&#8217;ate-e-jüne agg.indef. = Altro Diverso, differente da persona o cosa già indicata: Döpe de jìsse jì arrevéte &#8216;n&#8217;ate-e-jüne = Dopo di lui è arrivato un altro. Nuovo, seguente, ulteriore rispetto al primo, al precedente: Te so&#8217; piacjüte &#8216;i pezzarèlle? Pìgghje &#8216;n&#8217;ate-e-jüne! = Ti sono piaciuti i dolcetti secchi? Prendine un altro!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>N&#8217;ate-e-jüne</strong> <em>agg.indef.</em> = Altro</p>
<p>Diverso, differente da persona o cosa già indicata: <em>Döpe de jìsse jì arrevéte &#8216;n&#8217;ate-e-jüne</em> = Dopo di lui è arrivato un altro.</p>
<p>Nuovo, seguente, ulteriore rispetto al primo, al precedente: <em>Te so&#8217; piacjüte &#8216;i pezzarèlle? Pìgghje &#8216;n&#8217;ate-e-jüne! </em>= Ti sono piaciuti i dolcetti secchi? Prendine un altro!</p>
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		<title>Naltaràrece</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/n/naltararece/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 12:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[verbo intransitivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Naltaràrece v.i. = Agitarsi, incollerirsi Con altra locuzione si dice anche pegghjàrece velöne = prendersi veleno. È la fase di incazzatura che precede l&#8217;esplosione dell&#8217;ira, che si manifesta con una forte sbraitata se non addirittura con un&#8217;aggressione manesca. Ci si può naltaràrece a sentire i comportamenti non politicamente corretti di qualche uomo di Stato. (Ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Naltaràrece</strong> <em>v.i.</em> = Agitarsi, incollerirsi</p>
<p>Con altra locuzione si dice anche <em>pegghjàrece velöne</em> = prendersi veleno.</p>
<p>È la fase di incazzatura che precede l&#8217;esplosione dell&#8217;ira, che si manifesta con una forte sbraitata se non addirittura con un&#8217;aggressione manesca.</p>
<p>Ci si può <em>naltaràrece</em> a sentire i comportamenti non politicamente corretti di qualche uomo di Stato. (Ci voleva la U maiuscola per indicare la carica di Statista, ma non me la sono sentita, ed ho messo la u minuscola&#8230;.<em>pecchè stéche naltaréte!</em>= perché sono imbufalito).  </p>
<p>Scusate il neologismo, ma descrive bene lo stato di incazzatura che pervade molti altri Italiani in questo momento&#8230;</p>
<p>Tornando al termine: presumo che derivi da alterarsi, nel senso di cambiare, passare da uno stato di serenità a uno di agitazione, variare di umore.</p>
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		<title>Nammechéte</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/n/nammechete/</link>
		<comments>http://www.parlamanfredoniano.com/n/nammechete/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 16:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[aggettivo qualificativo]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo invariabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Nammechéte agg. e s.m. = Empio Ammesso anche &#8216;nnammechéte e &#8216;namechéte. Chi o che non rispetta le cose sacre, sacrilego. Per estensione: irriverente verso istituzioni e tradizioni consolidate. Credo che alla lettera significhi: &#8220;che è inimicato&#8221; (con Dio o con il Codice penale), parola dotta sfuggita a un prete sul comportamento scellerato di qlc farabutto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nammechéte</strong> <em>agg. e s.m.</em> = Empio</p>
<p>Ammesso anche <em>&#8216;nnammechéte</em> e <em>&#8216;namechéte</em>.</p>
<p>Chi o che non rispetta le cose sacre, sacrilego.<br />
Per estensione: irriverente verso istituzioni e tradizioni consolidate.</p>
<p>Credo che alla lettera significhi: &#8220;che è inimicato&#8221; (con Dio o con il Codice penale), parola dotta sfuggita a un prete sul comportamento scellerato di qlc farabutto. </p>
<p><em>Ne lu dànne avedènze a códdu nammechéte!</em> = Non gli dare retta a quell&#8217;infame.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nanarjille</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/n/nanarjille/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Nanarjille s.m. = Strùffolo Prodotti dolciari tipici del sud-Italia Si tratta di tocchetti di pasta dolce ricavati da un cannello di farina zucchero e burro. Una volta fritti,vengono ricoperti di miele o vünecùtte = vino-cotto, ossia mosto di uva o di carrube bollito e addensato. In Campania si chiamano “struffoli”, in Sicilia e in Calabria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nanarjille</strong> <em>s.m.</em> = Strùffolo<br />
<a href="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2007/10/index.jpg"><img src="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2007/10/index.jpg" alt="" title="index" width="150" height="113" class="alignleft size-full wp-image-8709" /></a><br />
Prodotti dolciari tipici del sud-Italia</p>
<p>Si tratta di tocchetti di pasta dolce ricavati da un cannello di farina zucchero e burro.</p>
<p>Una volta fritti,vengono ricoperti di miele o <em>vünecùtte</em> = vino-cotto, ossia mosto di uva o di carrube bollito e addensato. In Campania si chiamano “struffoli”, in Sicilia e in Calabria “porcedduzzi”. </p>
<p>Durano anche un mese.</p>
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		<title>Nannùrche</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/n/nannurche/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 11:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Nannurche s.m. = Orco. Nannùrche era lo spauracchio che le nostre mamme ci paventavano per indurci a stare buoni. Ce lo descrivevano come un cannibale che mangiava i bambini e che era dotato anche di una voce bestiale. Se qualcuno alzava la voce un po&#8217; troppo, veniva invitato a calmarsi con: &#8220;Statte calme, ch&#8217;assemigghje a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nannurche</strong> <em>s.m.</em> = Orco.</p>
<p><em>Nannùrche</em> era lo spauracchio che le nostre mamme ci paventavano per indurci a stare buoni.</p>
<p>Ce lo descrivevano come un cannibale che mangiava i bambini e che era dotato anche di una voce bestiale. </p>
<p>Se qualcuno alzava la voce un po&#8217; troppo, veniva invitato a calmarsi con: <em>&#8220;Statte calme, ch&#8217;assemigghje a Nannurche!&#8221;</em> = Calmati, che sembri un orco.</p>
<p>Per rendere l&#8217;invito più perentorio, si aggiungeva la dinora dell&#8217;orco perché faceva rima: <em>Nannurche abbàsce a l&#8217;ùrte</em> = l&#8217;Orco giu nell&#8217;orto.</p>
<p>Meno male che noi non siamo venuti su complessati, dopo tutte queste cose orribili ci hanno raccontato le mamme e le nonne! Roba da film <em>horror</em></p>
<p>Ma noi monelli facevamo credere di temere l’orco, e sotto sotto ce la ridevamo&#8230;</p>
<p>Non so se esisteva al femminile <em>Nannòrche</em>&#8230; Un&#8217;orchessa ci avrebbe fatto ridere al solo nominarla!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nanònne</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/n/nanonne/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 06:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Nanònne s.f. = Nonna Generalmente significa &#8220;mia nonna&#8221;. È prevalso il modo nanònne come per unire l&#8217;articolo al nome: la (mia) nonna. Difatti per dire &#8220;tua nonna&#8221; si usa nònete o anche nònnete, e &#8220;sua nonna&#8221; si dice &#8216;a nònna söje. In genere designa tutte le persone anziane o che sembrano anziane per acciacchi o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nanònne</strong> <em>s.f. </em>= Nonna</p>
<p>Generalmente significa &#8220;mia nonna&#8221;.  È prevalso il modo <em>nanònne</em> come per unire l&#8217;articolo al nome: la (mia) nonna.</p>
<p>Difatti per dire &#8220;tua nonna&#8221; si usa <em>nònete </em>o anche <em>nònnete</em>, <em></em> e &#8220;sua nonna&#8221; si dice <em>&#8216;a nònna söje.</em>  </p>
<p>In genere designa tutte le persone anziane o che sembrano anziane per acciacchi o per trasandatezza.<br />
<em>C&#8217;jì vestüte accüme a nanònne</em> = si è vestita come una vecchietta, ossia con abiti trasandati o decisamente demodé.</p>
<p>Al maschile suona <em>nónnó</em>, con le &#8220;o&#8221; strette (come il francese <em>metró</em>).</p>
<p><em>Sò jüte  au cambesànde a trué nónnó e nanònne</em> = sono andato al cimitero a visitare la tomba dei miei nonni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nasche</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/n/nasche/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 05:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasche s.f. = Fiuto, odorato Anche metaforicamente nel senso di intuizione, sentore. Il modo di dire fàrece &#8216;a nasche significa abituarsi (all&#8217;odore o) a qlcs, anche figuratamente, come per dire &#8216;farci il callo&#8217;. &#8216;I scupastréte, a sté sèmbe p&#8217;a mennèzze ce fànne &#8216;a nasche = Gli operatori ecologici, a furia di trattare l&#8217;immondizia, non ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nasche</strong> <em>s.f. </em>= Fiuto, odorato</p>
<p>Anche metaforicamente nel senso di intuizione, sentore.</p>
<p>Il modo di dire <em>fàrece &#8216;a nasche</em> significa abituarsi (all&#8217;odore o) a qlcs, anche figuratamente, come per dire &#8216;farci il callo&#8217;.</p>
<p><em>&#8216;I scupastréte, a sté sèmbe p&#8217;a mennèzze ce fànne &#8216;a nasche</em> = Gli operatori ecologici, a furia di trattare l&#8217;immondizia, non ne sentono i miasmi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Navegànde</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/n/navegande/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 23:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Navegànde s.m. = Marinaio In dialetto marinaio, che ho usato quale termine corrispondente, significa addetto alla pesca, pescatore. In italiano marinaio ha due significati: 1 &#8211; Chi lavora abitualmente, in varia forma, sulle navi. 2 &#8211; Militare non graduato appartenente al corpo della marina. Noi adoperiamo per il significato 1 il sostantivo navegànde = navigante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Navegànde</strong><em> s.m.</em> = Marinaio</p>
<p>In dialetto marinaio, che ho usato quale termine corrispondente, significa addetto alla pesca, pescatore.</p>
<p>In italiano marinaio ha due significati:<br />
1 &#8211; Chi lavora abitualmente, in varia forma, sulle navi.<br />
2 &#8211; Militare non graduato appartenente al corpo della marina.</p>
<p>Noi adoperiamo per il significato 1 il sostantivo <em>navegànde</em> = navigante, ossia specificamente chi fa parte dell&#8217;equipaggio di una nave mercantile, e che perciò naviga per professione per tutto il mondo da un porto all&#8217;altro su navi da trasporto.</p>
<p>Ringrazio il dott.Enzo Renato per il suggerimento.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Navìchele</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/n/navichele/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 05:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.parlamanfredoniano.com/navichele/</guid>
		<description><![CDATA[Navìchele s.f. = Culla Culla, lettino per neonati, di solito a dondolo. (foto di Chiara Carpano) Il termine navìchele, a volte pronunciato navìcule, significa piccola imbarcazione, barchetta, navicella. Difatti dizionario etimologico italiano, alla voce navicella, cita: Dal latino NAVIS = nave, diminutivo NAVÍCULA = navicella Ogni sorta di oggetto (vaso, cesto ecc.) fatto a foggia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Navìchele</strong> <em>s.f.</em> = Culla</p>
<p>Culla, lettino per neonati, di solito a dondolo.</p>
<p><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2007/11/navicula.jpg"><img src="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2007/11/navicula-150x150.jpg" alt="" title="navicula" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-10288" /></a> (<em>foto di Chiara Carpano</em>)</p>
<p>Il termine<em> navìchele</em>, a volte pronunciato <em>navìcule</em>, significa piccola imbarcazione, barchetta, navicella. Difatti dizionario etimologico italiano, alla voce navicella, cita:<br />
Dal latino NAVIS = <em>nave</em>,  diminutivo NAVÍCULA = <em>navicella</em> </p>
<p>Ogni sorta di oggetto (vaso, cesto ecc.) fatto a foggia di nave.  Per esempio anche il paniere sospeso sotto gli aerostati, e quindi anche la nostra culletta, con le sponde. </p>
<p>Le spose odierne chiamano <em>&#8216;a cullètte</em> = la culletta.  Non mi piace il simil-italiano.</p>
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		<title>Nazze</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 14:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[aggettivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nazze agg. = colmo, pieno di liquido. Si riferisce a contenitore per liquidi pieno fino all&#8217;orlo. Per estensione si riferisce a persona ubriaca che &#8211; ovviamente &#8211; è piena di vino o alcol. Sté nàzze Frangìsche = Francesco è colmo, è pieno di vino. Si addice anche ai neonati, i cui pannolini esalano odori rivelatori: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nazze</strong> <em>agg.</em> =  colmo, pieno di liquido.</p>
<p>Si riferisce a contenitore per liquidi pieno fino all&#8217;orlo.</p>
<p>Per estensione si riferisce a persona ubriaca che &#8211; ovviamente &#8211; è piena di vino o alcol.</p>
<p><em>Sté nàzze Frangìsche</em> = Francesco è colmo, è pieno di vino.</p>
<p>Si addice anche ai neonati, i cui pannolini esalano odori rivelatori: <em>sté nazze-nazze</em> = è pieno pieno (immaginate di che cosa&#8230;)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nazzeché</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 05:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[verbo transitivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nazzeché v.t. = Cullare Far addormentare o calmare il bambino facendo oscillare la culla. Dondolare tra le braccia il bambino accompagnando il movimento con cantilene. Le donne anziane tenendo il bimbo in braccio, facevano un movimento avanti-indietro sulla sedia, prima sul davanti, e poi &#8211; spingendo la spalliera &#8211; all&#8217;indietro, senza rischio di stramazzare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nazzeché</strong> <em>v.t.</em> = Cullare</p>
<p>Far addormentare o calmare il bambino facendo oscillare la culla.</p>
<p>Dondolare tra le braccia il bambino accompagnando il movimento con cantilene.</p>
<p>Le donne anziane tenendo il bimbo in braccio, facevano un movimento avanti-indietro sulla sedia, prima sul davanti, e poi &#8211; spingendo la spalliera &#8211; all&#8217;indietro, senza rischio di stramazzare a terra!</p>
<p>Per far dormire il pupo &#8220;a braccia&#8221;, ossia senza culla e senza sedia, l&#8217;italiano adopera un bellissimo verbo: ninnare, ossia fare addormentare i bambini cullandoli e canticchiando la ninnananna (vocabolario Sabatini-Coletti.)</p>
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		<title>Ncaccavéje</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 13:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[verbo transitivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ncaccavéje v.t. = Sporcare, insudiciare Rendere molto sporco qlco, come l&#8217;esterno di una pentola, di quelle che si usavano sul fuoco di legna per cuocere vivande, quindi completamente annerite. Queste pentole erano chiamate &#8216;u caccavjille, o &#8216;u caccavone, a seconda della dimensione. Quindi il p.p. è &#8216;ncaccavüte = sporco e annerito. Può essere riferito anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ncaccavéje</strong><em> v.t. </em>= Sporcare, insudiciare</p>
<p>Rendere molto sporco qlco,  come l&#8217;esterno di una pentola, di quelle che si usavano sul fuoco di legna per cuocere vivande, quindi completamente annerite.</p>
<p>Queste pentole erano chiamate <em>&#8216;u caccavjille</em>, o <em>&#8216;u caccavone</em>, a seconda della dimensione.</p>
<p>Quindi il p.p. è <em>&#8216;ncaccavüte</em> = sporco e annerito.</p>
<p>Può essere riferito anche a una persona annerita dall&#8217;abbronzatura: <em>Te sì fàtte nìrje &#8216;ncaccavüte! </em>= Sei diventato nero come il fondo della pentola!</p>
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		<title>Ncaccavüte</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/n/insozzato/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 19:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[aggettivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ncaccavüte agg. = Incrostato Coperto di materie polverose o rivestito di un deposito di materiali sedimentosi o induriti. Specialmente riferito al fondo annerito dei tegami che si ponevano direttamente sul fuoco, e ricoperti esternamente perciò da fuliggine incrostata. Per estensione si attribuisce l&#8217;aggettivo a persone con scarso senso della pulizia. Scherzosamente e per invidia verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ncaccavüte</strong> <em>agg.</em> = Incrostato</p>
<p>Coperto di materie polverose o rivestito di un deposito di materiali sedimentosi o induriti. </p>
<p>Specialmente riferito al fondo annerito dei tegami che si ponevano direttamente sul fuoco, e ricoperti esternamente perciò da fuliggine incrostata.</p>
<p>Per estensione si attribuisce l&#8217;aggettivo a persone con scarso senso della pulizia.</p>
<p>Scherzosamente e per invidia verso qlcu molto abbronzato si dice che <em>jì nìrje &#8216;ncaccavüte</em>  = è nero incrostato, che ha assunto una colorazione scura come il fondo della padella, ossia che non va via facilmente.</p>
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