Mèh

Mèh intr. = Su

Specialmente ripetuto Mèh, mèh si usa per incitare, esortare, incoraggiare qlcu.

Mèh è usato per consolare, confortare, sollevare, sostenere, aiutare, assecondare, caldeggiare.

Guardate una sola sillaba che cosa riesce a esprimere!

Meh, ‘ngarecànne, ca döpe ce aggióste tutte cöse! = Su non affliggerti, ché dopo si aggiusta tutto!

N’ate-e-jüne

N’ate-e-jüne agg.indef. = Altro

Diverso, differente da persona o cosa già indicata: Döpe de jìsse jì arrevéte ‘n’ate-e-jüne = Dopo di lui è arrivato un altro.

Nuovo, seguente, ulteriore rispetto al primo, al precedente: Te so’ piacjüte ‘i pezzarèlle? Pìgghje ‘n’ate-e-jüne! = Ti sono piaciuti i dolcetti secchi? Prendine un altro!

Nanarjille

Nanarjille s.m. = Strùffolo

Prodotti dolciari tipici del sud-Italia

Si tratta di tocchetti di pasta dolce ricavati da un cannello di farina zucchero e buro.

Una volta fritti,vengono ricoperti di miele o vünecùtte = vino-cotto, ossia mosto di uva o di carrube bollito e addensato. In Campania si chiamano “struffoli”, in Sicilia e in Calabria “porcedduzzi”.

Durano anche un mese.

Nannùrche

Nannurche s.m. = Orco.

Nannùrche era lo spauracchio che le nostre mamme ci paventavano per indurci a stare buoni.

Ce lo descrivevano come un cannibale che mangiava i bambini e che era dotato anche di una voce bestiale.

Se qualcuno alzava la voce un po’ troppo, veniva invitato a calmarsi con: “Statte calme, ch’assemigghje a Nannurche abbasce a l’urte!” = Calmati, che sembri Nannurche, che dimora giù all’orto!

Meno male che noi non siamo venuti su complessati, dopo tutte queste cose orribili ci hanno raccontato le mamme e le nonne! Roba da film horror

Ma noi monelli facevamo credere di temere l’orco, e sotto sotto ce la ridevamo…

Navìchele

Navìchele s.f. = Culla

Culla, lettino per neonati, di solito a dondolo.

Dal dizionario etimologico italiano, alla voce navicella:

Dal latino NAVIS = nave, diminutivo NAVÍCULA = navicella

Ogni sorta di oggetto (vaso, cesto ecc.) fatto a foggia di nave. Per esempio anche il paniere sospeso sotto gli aerostati, e quindi anche la nostra culletta.

Nazze

Nazze agg. = colmo, pieno di liquido.

Si riferisce a contenitore per liquidi pieno fino all’orlo.

Per estensione si riferisce a persona ubriaca che - ovviamente - è piena di vino o alcol.

Si addice anche ai neonati, i cui pannolini esalano odori rivelatori: sté nazze-nazze = è pieno pieno (immaginate di che cosa…)