Manuèlle

Manuèlle s.f. = Mandorla acerba

Presumo che derivi dalla contrazione di “mandorla novella”.

Ha un nome specifico perché noi Pugliesi la mangiamo con tutto il mallo, quando il guscio non ha iniziato la fase di indurimento e il seme - detto “frutto” - è ancora acquoso e dolciastro.

Per evitare fastidiosi mal di pancia se ne sconsiglia un uso esagerato.

Insomma la mènele, quantunque acerba, viene assalita sul ramo prima di crescere completamente.

Manzegnöre

Manzegnöre s.m. =Monsignore

Appellativo di vescovi, patriarchi, abati mitrati secolari e di tutti i prelati facenti parte del corteggio del papa in cerimonie, o atti pubblici.

Da noi, per antonomasia, Manzegnöre è sua Eccellenza l’Arcivescovo in carica. Non c’è bisogno di indicare il nome: Manzegnöre e basta

Mappéle

Mappéle s.m.= Manrovescio

Ceffone inferto con il dorso della mano, al contrario di recchjéle
che si dà con il palmo della mano.

In un modo o nell’altro..è meglio evitarli!!!

Usato spesso in modo accrescitivo: mappelöne.

Se nen te sté ferme, mo’ te mènghe ‘nu mappelöne = Se non stai fermo, ora ti assesto uno schiaffone.

Da non confondere con il termine italiano mappale, ad uso dei geometri e degli agrimensori, relativamente alle mappe catastali.

Maradòsse

Soprannome di un simpatico personaggio, piccolo commerciante ambulante, che in gioventù girava per le strade con un carrettino carico di varie mercanzie trainato da un somarello. In età più avanzata esponeva le sue carabattole sul marciapiede della villa Comunale, vicino alla Chiesa Stella Maris.

Per l’etimologia , assolutamente sconosciuta, mi piace lavorare di fantasia:

a) può significare Paradosso, termine filosofico scient., “dimostrazione che, partendo da presupposti riconosciuti validi, arriva a conclusioni che sembrano contrastare col senso comune o che appaiono contraddittorie”.
Ma non credo che il popolino che affibbiava i soprannomi si intendesse di filosofia…

b) può derivare da Para dòs, ossia “per due” in lingua spagnola, parlata dagli Italiani emigrati nel ‘900 in Venezuela o in Argentina. Ordinazione al bar. “Un ruhm”. L’amico si accoda: “para dòs!”.

c) Il lettore Lino Brunetti dà la versione pervenutagli da sua madre, sarta di professione. La signora asserisce che “marados” era il nome straniero storpiato di una ditta di mercerie, era una marca in pratica. Il povero Maradòsse, defunto da pochi giorni, lo lanciava come richiamo, quando si fermava agli incroci con la sua carrettella, all’epoca in cui tutti i nomi erano italianizzati per legge, cioé prima della guerra, per dare un tocco esotico al suo richiamo, alla sua mercanzia.

Maragghjöne

Maragghjöne s.m. = Mareggiata, cavallone

Burrasca marina che si verifica lungo le coste, caratterizzata da violente raffiche di vento tali da creare ondate altissime e rovinose.

Alto maroso: onda alta e violenta, tipica del mare in burrasca.

Marambrùgghje

Marambrùgghje s.m. = Caos

Caos, massima confusione, complicazioni, gran casino.

Per estensione significa anche pettegolezzo:

Quedda zìnghere sté facènne ‘nu sorte de marambrùgghje!” = Quella pettegola sta combinando un grande imbroglio.

Deriva forse da malo-imbroglio