Madò!

Madò! escl. = Madonna!

Esclamazione di meraviglia, esternata in questo bisillabo che riassume il sentimento vivo e improvviso di stupore e di sorpresa suscitato da persone, cose o eventi che appaiono nuovi, straordinari o inattesi.

In effetti dovrebbe essere Madonne! che pure si dice quando c’è tempo di riflettere un po’: anzi Madònne mamme! o anche Madònne de Sepònde!…
Ma quando si rimane letteralmente senza fiato per la sorpresa, esce solo Madò!.

(Vedi: mammamöje!)

Qlcu invoca un Santo più “garganico” anche a sproposito: Sande Mattöje!.

Ljive da mjizze ‘stu Sande Mattöje de martjille! = Togli di torno questo accidente di martello.

Ovviamente i Montanari si sentono più a loro agio con Sammechéle Arcànge! = San Michele Arcangelo

Madònne de Sepònde

Madònne de Sepònde s.f.= Madonna di Siponto. (Clicca sull’immagine per ingrandirla)
È da tempo immemorabile invocata e venerata come Protettrice della città di Manfredonia. Tutti i Manfredoniani (tranne ovviamente i seguaci di altre religioni) si sentono suoi figli, anche i cattolici più tiepidi.
Nella parlata veloce si abbrevia in Madònsepònde. Viene usata come escamazione per esprimere meraviglia, sorpresa.

Mi piace riportare la descrizione storica – dalla quale ho appreso tanti particolari finora da me ignorati – fatta da Fra Tommaso Rignanese, ofm:

“L’icona della Madonna detta di Siponto, prende il nome dall’antica Siponto, dove fin dai tempi apostolici era presente una comunità cristiana che ha nutrito devozione alla Madre di Dio.

È stata dipinta tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, anche se una tradizione orale la fa risalire ad una delle tre copie di un’immagine venerata a Costantinopoli, ordinate da San Lorenzo Maiorano all’imperatore Zenone nel VI secolo. Prima di essere trasferita definitivamente nella Cattedrale di Manfredonia il 1973, l’icona era collocata nella attuale basilica di Santa Maria di Siponto, la quale è stata la protocattedrale della diocesi Sipontina.

La venerata icona è stata notevolmente danneggiata da un incendio nel 1872. Quanto possiamo attualmente ammirare è frutto di pesanti ridipinture che ne hanno stravolto lo schema iconografico originale, che fa capo all’icona della Vergine di Andria. Le parti rimaste integre sono il viso della Vergine ed i quattro santi laterali.
La Madonna si presenta a noi come Hodegitria , cioè come colei che con la sua mano destra ci indica la via di Gesù Cristo ed indossa un maphorion azzurro con bordi dorati.

Il Bambino Gesù sta sulle braccia della Madre, come su di un trono veste una tunica bianca con un himation semiindossato rosato. La mano sinistra di Gesù poggia su quella della Vergine (non ha il rotolo della Parola di Dio come quella di Pulsano) mentre la destra benedice alla greca. Le gambe del Bambino sono unite (diversamente al gruppo di icone che fa capo ad Andria), i piedi sono scalzi a significare la Kenosis, cioè l’abbassamento di Dio che si fa uomo.
L’icona della Madonna di Siponto è solennemente festeggiata il 31 Agosto, ed attualmente molto venerata a Manfredonia.

Nella festa della Madonna di Siponto 2010, l’Arcivescovo Mons. Michele Castoro ha annunciato l’ imminente restauro dell’icona sipontina.

fra Tommaso Rignanese ofm”

Madònne ´i féfe nèrje

Madònne ´i féfe nèrje loc.id. = Persona scura di pelle

È una di quelle definizioni che, all´apparire di una donna dalla pelle scura, forse perché abbronzata o semplicemente perché colei è proprio così di natura, si dicono sottovoce nascondendo un risolino, cucendo addosso alla malcapitata un nomignoplo che verrà rievocato ad ogni sua successiva comparsa.

E chi jí quèdde? ´A Madònne ´i féfe nèrje? = E chi è costei? La Madonna nera? (ossia: la Protettrice delle fave nere?).

Insomma ha un bel colore scuro, come il fondo del paiolo. Cliccate su ´ncaccavüte

Maèstre

Maèstre s.inv. = Maestra, maestro

In genere si riferisce all’insegnante delle scuole elementari.

A Manfredonia fino a pochi decenni fa si designava con questo titolo di maèstre anche una benemerita persona anziana, magari analfabeta, che, per pochi soldi, si assumeva l’onere di badare a bambini e bambine dai due ai cinque anni. Amatissima dai giovani discepoli.

Alla maestra sarta, come a tutti gli altri maestri artigiani spettava il titolo di mastre, s.inv.

L’articolo determinava il genere maschile o femminile.
‘u mastre ,s.m. ‘a mastre ,s.f.

Majàgne

Majàgne sf = Pecca

Imperfezione, difetto, guasto che non sempre appare esteriormente (per esempio un abito o un motore o un orologio).

Sorpresa, inganno, malanno, disturbo fisico o mentale.

Majaròtte

Majaròtte s.m., soprann. = Porcello

Trasformazione da ‘maialotto’ ossia “purchecjille” (maialino)

Ricordo un ometto vivace, falegname, sempre allegro, chiamato ‘u majaròtte. Suo figlio Lorenzo ha un banco da Pescivendolo in via Antiche Mura.