Lucchelé

Lucchelé v.i. = Urlare

Si può dire anche altrettanto correttamente lucchelejé

Lanciare grida altissime di dolore, di stizza, si spavento.

Stàtte ‘nu pöche cìtte! Jì da stamatüne ca sté lucchelejànne accüme a ‘nu bummenére= Sta un po’ zitto! ­È da questa mattina che stai urlando come un licantropo….

Lüce-cappjille

Lüce-cappjille s.f. = Lucciola

Insetto Coleottero (Lampyris noctiluca) che ha l’addome luminescente a intermittenza nel periodo della riproduzione, perché funge da richiamo sessuale.

Ammessa anche pronuncia lücia-cappjille, come l’abruzzese lùciacappèlle.
Il nome deriva dal fatto che per catturare le lucciole, i ragazzi le sorprendevano immobilizzandole col berretto contro il terreno.

Lucèrne

Lucèrne s.f. = Lucerna mediterranea o Pesce prete.


La Lucerna (Uranoscopus scaber) è detta in italiano anche Pesce Prete
Pesce che vive nel Mediterraneo. Ha il corpo allungato nella parte posteriore, la parte anteriore si presenta larga con testa grossa, a cubo, ricoperta di placche dure.

Occhi molto piccoli, bocca ampia con entrambe le mascelle munite di denti presenti anche sul palato.

Colorazione grigio-bruna con macchie bianche sul dorso e sui fianchi, biancastra sul ventre. Vive su fondali sabbiosi.

Anche questo pesce, come la tracina, ha un pungiglione velenoso per l’uomo, ha effetti meno intensi.

Apprezzato se cotto in umido.

Da noi la locuzione pèsce de pröte non si riferisce al prete ma al fondo marino pietroso, quindi significa pesce di scoglio.

Lucernèlle

Lucernèlle s.f. = Lucerna

Piccola lampada, portatile, di terracotta, con stoppino alimentato da olio di oliva, che dava una fiamma luminosa e poco fumo. Quelle che usavano il grasso animale erano più fioche, fumose e puzzolenti.

Lo stoppino era chiamato ‘u licìgne s.m. = il lucignolo.

Era usato nelle campagne fino all’avvento dell’elettrificazione rurale. La lucernina si poteva poggiare in una nicchia o su un mobile.

Sul finire del secolo XIX tutte le forme di illuminazione a combustibile lasciarono spazio alle lampade elettriche.

Lulìzzje

Lulìzzje s.f.= Liquirizia

La liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è un arbusto alto fino a due metri appartenente alla famiglia delle Leguminose.

Con lo stesso nome viene indicato l’estratto vegetale ottenuto dalla bollitura della sua radice ed usato nell’industria dolciaria per confezionare caramelle.

Quello di nostro interesse era un bastoncello ricavato tagliando un po’ della sua radice.

Si cercava la pianta nelle campagne di Siponto, e se ne estraeva un pezzo di radice tagliandolo con un coltellino. Questo stecco, pulito alla meglio e si masticava a lungo, sfilacciando le fibre (sputate a parte) e succhiando il suo sapore dolciastro e profumato.

Gli sputi erano vivacemente colorati di giallo…puah!

Lüme-lüme

Lüme-lüme loc.avv. = Fiocamente, impercettibilmente

L’avverbio è riferito ad un ricordo non troppo nitido, ad una visione lontana dove gli oggetti messi a fuoco si percepiscono ma non sono distinguibili con certezza.

Presumo che derivi da lume, luce debole vista da lontano.

Ricordo che ‘u lume era la lampada a petrolio usata in passato per l’illuminazione domestica.

M’arrecòrde lüme-lüme a nanònne = Ho un ricordo molto vago di mia nonna.