Lampiunére

Lampiunére s.m. = Lampionaio

Persona addetta all’accensione dell’illuminazione pubblica prima dell’avvento dell’energia elettrica.

Il mestiere esercitato.

Esiste anche un soprannome credo appartenga alla famiglia Grilli.

Lanapènne

Lanapènne s.f. = Nàcchera, Gnàcchera, Cozza-pinna.

Mollusco bivalve (Pinna nobilis) della fam. delle Pinnidae, che vive solo nel Mare Mediterreaneo. Può raggiungere dimensioni ragguardevoli, fino a 100 cm. di lunghezza.

Sulla punta ha un ciuffo di fili morbidi come seta, con cui si attacca al fondo marino. Questi fili, sottili e robusti, costituiscono il materiale con cui si fabbrica il filamento detto bisso marino, utilizzato in passato specialmente in Sardegna per la tessitura di preziosi indumenti dai colori cangianti.

Questo ciuffo, una volta asciugato era molto morbido, come un pennello di lana (forse da qui in nome lanapènne = lana della pinna).

Era ritenuto dalle nostre nonne un potente analgesico contro il mal d’orecchi. Bastava passarlo alcune volte sulla parte dolente, et voilà, il dolore scompariva all’istante. Io sono convinto che funzionava meglio di Efferalgan, perché non aveva alcun effetto indesiderato!

La pesca a strascico e l’inquinamento delle acque hanno praticamente contribuito a mandare in estinzione questa pinnide.

Le carni, specialmente praparate in “ammollicata” erano molto apprezzate dai Manfredoniani. Io ricordo di averne visto qualche esemplare prima degli anni ’60, ma di non averne assaggiato mai.

Qualche marinaio lo chiama anche lanjapènne o lajnapènne.

Landröse

Landröse s.f. = Bavosa

Bavosa, uno dei tanti pesci di scoglio (pìsce de pröte), piccoli ma gustosissimi.

Nome scientifico: Blennius gattorugine, ord. Perciformi, Fam. Blennidi, Gen. Blennius

Appartiene alla fam. dei blennidi che comprende una trentina di specie (blennius dalmatinus, blennius gattoruggine, blennius pavo, ecc. ecc.)

Lanna-lanne

Lanna-lanne avv. = Pigramente

A rilento, con lentezza, con calma, senza fretta, senza interesse, alla larga, adagio, piano piano, pigramente, comodamente, gradualmente, pacatamente.

Mamma mia, che esasperazione!

Spìccete! Quanne uà féje ‘na cöse, ce la vé pigghiànne sèmbe lanna-lanne! = Sbrigati! Quando deve fare una cosa se la va prendendo sempre comodamente!

Lapps

Lapps s.m. = Lapis, matita

Impasto di grafite o di altre materie coloranti, detta mina, racchiusa in un cannellino di legno tenero.

Quella usata dai muratori e dai felegnami è più grossa, a sezione ovale e con la mina a pasta più dura.
La durezza della mina è universalmente convenzionata da un numero crescente proporzionale alla surezza. La n. 2, ad esempio, è usatissima nel disegno ornato.

Esistono quelle con mina colorata detti in dialetto ‘i petturüne = pastelli ,usate per colorare e disegnare su carta.

Quando la punta si consuma o si spezzasi ricorre al cogna-lapps = temperamatite.

Làrde

Làrde s.m. = Lardo

È un termine quasi simile all’italiano.

Definisce lo strato di grasso sottocutaneo del maiale, che, asportato dal dorso e dall’addome, viene salato e talvolta affumicato, per essere consumato o usato come condimento.

Ora va di moda il lardo di Colonnata, venduto a caro prezzo perché DOP. Ma sempre grasso è, con tutto il suo carico di colesterolo: non capisco la differenza con quello fatto a Monte Sant’Angelo.

Per estensione si riferisce al grasso, all’adipe degli umani (obesi).