Jàsceme

Jàsceme agg. = Azzimo

Il pane è azzimo quando non è lievitato. Usato dagli Ebrei durante il periodo pasquale.

Da noi si dice che è jàsceme quando la lievitazione non è stata perfetta, o perché la temperatura ambiente era troppo bassa, o perché il tempo intercorso tra la lavorazione dell’impasto e l’infornatura è stato troppo breve e non ha consentito al lievito di agire compiutamente.

Il pane in questo caso, a fine cottura risulta basso, pesante, con pochi buchi.

Insomma si mangiava lo stesso proprio per non buttare la grazia di Dio.

Jastematöre

Jastematöre agg. e s.m. = Bestemmiatore

Persona che usa sovente bestemmiare senza ragione i Santi, Dio e le cose sacre, come un irritante intercalare.

In modo attenuato si intende anche chi fa uso continuo di turpiloquio.

Mammamöje, Giuànne jì ‘nu jastematöre ca te fé škande! = Mamma mia! Giovanni è un bestemmiatore da far paura.

Al femminile è invariabile, non esiste un termine per bestemmiatrice.
In italiano esiste anche il termine biastematore, sicuramente di origine toscana, molto simile al nostro.

Jastemé

Jastemé v.t. = Bestemmiare

Ingiuriare cose o persone cui si deve rispetto; maledire in modo molto volgare.

Ma’ Giuànne m’ho jasteméte ‘i mùrte = Mamma. Giovanni ha imprecato contro i miei parenti morti.

Jastöme

Jastöme s.f. = Bestemmia

Parola o frase ingiuriosa verso la divinità o le cose sacre.

Con valore attenuato, imprecazione, espressione offensiva verso qcs. o qcn.

Jatechére

Jatechére (o anche jaddechére, vjatechéle) s.m. = Commerciante di pesce

Pescivendolo ambulante.

Si usava questo termine per distinguerlo dal pescatore vero e proprio (‘u marenére), che talvolta vendeva il suo pescato in proprio.

Il termine deriva dal latino viaticum = per la via.

Nell’antica Roma per viaticum si intendeva quanto (provviste, indumenti ecc.) era necessario per affrontare un viaggio.

Si intende ora, per estensione,anche la Comunione somministrata ai moribondi per affrontare l’ultimo viaggio.

Jatta-a-rianéte

Gatta in tortiera

Sapete che cos’è la rianéte: una tortiera di patate al forno con pezzi di carne di agnello, o di baccalà, o di coniglio.

Beh, per ingannare qlcu gli si propinava la carne di gatto al posto di quella del coniglio.

Quindi Jatta-a-rianéte è sinonimo di inganno, frode, raggiro.

Soprannome locale.