Ce mètte ‘ndustéte e ce löve ammuscéte
Si mette duro e si toglie floscio.
‘I maccarüne jìnd’a cavedére= La pasta dentro la pentola.
Quando si cala la pasta, cruda, è secca e dura; quando si scola, cotta, è morbida
Si mette duro e si toglie floscio.
‘I maccarüne jìnd’a cavedére= La pasta dentro la pentola.
Quando si cala la pasta, cruda, è secca e dura; quando si scola, cotta, è morbida
Chi la fa, la fa per venderla;
chi la compra, non ne ha bisogno;
chi ne ha bisogno, non la vede.
‘A càsce, ‘U tavüte = La bara.
(Vedi: Tavüte)
Cick-e-ciack nelle cosce di tua madre
‘U struculatüre = L’asse per lavare, stropicciatoio.
Per lavare i panni, si immergeva l’asse nella tinozza con i panni in ammollo. La parte superiore dello stropicciatoio poggiava all’attaccatura delle gambe della lavandaia. Essa stava in piedi e chinata un po’ in avanti, per poter insaponare e sbattere la biancheria da lavare. Il movimento delle braccia sullo stropiciatoio davano un certo ritmo all’operazione (cick-ciack).
Di notte è teso e di giorno è floscio
‘U varröne addröte la pòrte = Il paletto dietro la porta.
E’ una sbarra di ferro che si mette in contrasto dietro la porta per chiuderla in sicurezza dall’interno.
Di notte è in posizione orizzontale (è teso) e di giorno in posizione di riposo (è floscio)
Io vengo da Milano con una cosa (della lunghezza) di un palmo in mano, vado dalla mia sposa e glielo infilo nella parte coperta di peli.
‘A pettenesse = Il pettine
Variante: Je tenghe ‘na bèlla cöse! Mo’ véche d’annammuréte,e ce la passe ind’a pelöse = Io ho una bella cosa. Ora vado dall’innamorata e gliela passo nella parte pelosa.
Indovinello completo:
Jémece a còleche, c’ jì fàtte notte, jéme a fé i cöse d’a notte: püle e püle hamm’ accucchjé e códde de mmjizze ce uà cutelé =
Andiamoci a coricare, si è fatto notte, andiamo a fare le cose della notte: peli e peli dobbiamo unire, e quello di mezzo si deve muovere
L’ucchje = L’occhio