Giungòmme

Giungòmme s.f. = Gomma da masticare.

È una parola relativamente recente. È arrivata con le truppe Alleate nel 1943. Ovviamente è la trasposizione dialettale del termine americano “chewing-gum” (pron. ciuìn-gam).

Per estensione si chiama giungòmme anche un boccone di carne che non si riesce a masticare bene perché pieno di nervetti, o anche un impasto fatto con farina di scarsa qualita, inadatta a stendere la sfoglia, perché si restringe (ce arrògne)

Giüravüte

Giüravüte s.m. = Cacciavite

È ammessa anche la grafia geravüte, tanto la pronuncia è praticamente uguale.

Deriva da gira, girare (avvita o svita) e da vite. Dovrebbe essere giravite, ma in italiano non è ammesso.

Attrezzo del falegname, del meccanico dell’orologiaio ecc. usato per allentare o stringere le viti di qls dimensioni. La dimensione dell’attrezzo è ovviamente proporzionata alla vite da trattare.

È costituito da un’asta di metallo con manico. Può avere l’estremità a lama dritta, detto giüravüte a tàgghje = cacciavite a taglio, e a lama terminante con una croce in rilievo, detto giüravüte a stèlle = cacciavite a stella.ù

Dice l’hobbista parafrasando Archimede (che certamente lo adoperava anche lui), datemi un cacciavite e vi solleverò il mondo.

Ora esistono gli avvitatori elettrici a batteria ricricabile.

Giurdanille

Giurdanille n.p. = Giordanello

DEeriva dal diffusissimo cognome Giordano. In questo caso si riferisce a un Giordano jr

Gnasjille

Gnasjille n.p.= Ignazio

Forma al diminutivo del nome proprio Ignazio, di origine spagnola.

Passato a soprannome

Gnernò

Gnernò avv. = Nossignore

Forma cortese e rispettosa di negazione, usata spec. verso superiori o persone di riguardo.

Nel linguaggio militare c’è l’equivalente signornò: forma di risposta negativa usata rivolgendosi a un superiore.

Forma colloquiale per esprimere disappunto e contrarietà. Per es. quando si è un po’ spazientiti per la petulanza dell’interlocutore, non ritenendo basti il solo no, si dice gnernò..

Napoletano: E lèvate ‘a cammesella. ‘A cammesèlla gnornò gnornò..

Gnò?

Gnò? avv. = Sissignore.

È un’abbreviazione, come formula di cortesia, spec. nei confronti di persona a cui si deve rispetto, in luogo del semplice “sì” o “sissignore”.

Gnò? deriva da desidera signore/a?, o come i militari comandi signore, rispondendo a una chiamata per dire che si è presenti, pronti e sim.

Faccio un esempio: la maestra sartina chiede l’aiuto di un’allieva in particolare, una delle tante che stavano a bottega:

- Mariè! - Gnò? = - Marietta! - Sì, eccomi qua, desidera qualcosa, signora maestra?

Ovviamente la sintesi più volte lodata del nostro dialetto qui arriva al monosillabo!