Gesèppe n.p. = Giuseppe
Deriva dall’ebraico Yoseph, derivato da yasaph, “aggiungere”, con il valore augurale di “Dio aggiunga, accresca” (la famiglia, mediante i figli) . E’ il nome più frequente in Italia per via della sua matrice religiosa.
L’onomastico viene festeggiato per tradizione il 19 marzo in onore di s. Giuseppe, padre putativo di Cristo. Solo dal 1968 il giorno dell’onomastico del Santo coincide con la festa del papà.
Esistono diversi diminutivi in dialetto:
Pèppe (per le persone di riguardo Donbèppe)
Peppüne
Peppócce
Sasèppe (femminile)
Geseppüne (femminile)
Peppenjille e al femminile Peppenèlle.
Quest’ultimo nome mi fa venire a mente una nave da carico, la “Peppinella”, allestita da armatori locali nel 1958/60 credo, che ebbe la sventura di affondare con tutto il suo carico di rottami di ferro, a nord di Pas de Calais, presso Dunkerque, proprio durante il suo primo viaggio.
Tutto l’equipaggio – composto interamente da Manfredoniani – si salvò dal naufragio grazie al soccorso di altri natanti prontamente intervenuti.
Ricordo anche il nome di due marinai: Paolo D’Angelo, noto come Pavelócce ‘Seccjöne’ , socio fondatore della AVIS di Manfredonia, e Tonino Bordo, lanciatisi in mare prima dell’affondamento.
Mi sovviene anche il grido di un venditore ambulante di ortaggi:
Chi ce mànge i rafanjille
fé li fìgghje mariungjille:
l’agghje cùlte allu giardüne
de Peppenèlla müje!
= Chi si mangia i ravanelli fa i figli ladruncoli: li ho raccolti nel giradinodi Peppinella mia!