Faccetunìcchje

Faccetunìcchje s.m.= Scialle, indumento invernale femminile.

‘U faccetunicchje, un po’ la versione ridotta del faccertöne (vedi)

Era indossato solo in casa, d’ inverno, per quasi tutto il giorno, piegato a triangolo, poggiato sulle spalle, con un vertice in giù per la schiena e gli altri due annodati sul davanti

Facchjullà

Facchjullà loc.avv. = Scosta, allontana, distacca.

È un invito a spostare un oggetto, o una mano, o qls cosa dal campo di lavoro di qlcu.

Facchjullà ‘u becchjire = Sposta il bicchiere.

Facciulètte

Facciulètte s.m. = Fazzoletto

Si distingue dal fazzoletto da naso, detto propriamente maccatüre.

Facciulètte indica quello usato delle donne per coprirsi il capo o per ripararsi dal sole e dal freddo, o per rispetto al luogo sacro quando si recano in Chiesa o al Cimitero.

Ricordo che in epoca pre-conciliare le donne potevano entrare in chiesa solo con la testa coperta, magari anche con un velo possibilmente nero, e gli uomini dovevano sempre togliersi il copricapo.

Mia nonna, classe 1876, non si toglieva mai il fazzoletto nero dalla testa. Io ricordo che, nelle giornate torride, invece di legare due angoli del fazzoletto piegato a triangolo sotto il mento come faceva abitualmente, se li passava sulla sommità del capo semplicemente appoggiati, proprio per non soffocare dal caldo.

Questa maniera di portare il fazzoletto probabilmente si chiamava a la rezzöne = all’Arizona, ma non ne sono certo.

Vi prego di informarvi presso le vostre nonne e fare una replica così rettifichiamo eventuali dubbi.

Faccüne

Faccüne s.m. = Facchino

Chi è addetto al trasporto di colli, carichi, pesi, mobili ecc. o chi svolge lavori faticosi e pesanti.

Scherzosamente quando si è di fronte a un peso eccessivo da sollevare o da spostare, si dice che ce völe ‘a forze de ‘nu faccüne ‘mbriéche, chi me la dé? = ci vuole la forza di un facchino umbriaco, che me la dà?

Come se l’ubriachezza rendesse i facchini ancora più forzuti…

Termine invariabile sia esso singolare, plurale, maschile e femminile.

Faggiulüne

Faggiulüne s.m. = Fagiolino

Il termine dialettale ha una connotazione simil-italiano.

Evidentemente è stato introdotto solo da pochi decenni nel dialetto non essendoci uno proprio.

Si tratta del baccello immaturo di alcune varietà di fagiolo, con i semi ancora in embrione, edibile, tranne il filamento e le due estremità, che si tolgono prima della cottura..

In Italia i fagiolini vengono chiamati, in alcune regioni, anche tegoline e cornette.

Curiosità: Esiste un varietà chiamata “Fagiolini Marconi”. Sono chiamati così perché, come il telegrafo inventato dal grande scienziato bolognese, sono…senza fili.

Fainèlle

Fainèlle s.f. = Carruba

Frutto del carrubo: Albero sempreverde con tronco corto e largo, foglie di colore verde scuro, fiori rossi a grappolo, frutto commestibile a siliqua.

Si faceva essiccare il frutto e diventava di colore scuro.

I nostri nonni ponevano una carruba secca in ogni cassetto del comò allo scopo di profumare la biancheria.

Le carrube, spezzettate e bollite a lungo producevano uno sciroppo denso e dolcissimo chiamato vünecùtte = vincotto che usavano nella preparazione di dolci