Frèvele

Frèvele s.f. = Ferula

Finocchiaccio selvatico.

Pianta annuale delle ombrellifere, il cui fusto leggero era usato un tempo come bacchetta per punire gli scolari discoli.

Fino a metà del secolo scorso era usata anche per costruire degli scabelli rustici chiamati ferrìzze.

Frevógghje

Frevógghje (o sfrevógghje) sm = Briciole

Bricioline di pane, o di cibo in genere.

Quelle cadute sulla tovaglia erano accuratamente raccolte e mangiate: non si poteva sprecare nulla!

Mattöje, papà, v’accàtte quatte sòlde de frevógghje de frummagge. = Matteo, bello di papà, va a comprare quattro soldi (20 centesimi) di briciole di formaggio.

Era la frugale cena con un po’ di pane e olive, di tutta la famiglia.

Se un pezzo di pane cadeva per terra, lo si raccoglieva, e lo si baciava prima di mangiarlo, perché il pane era considerato benedetto, “grazia di Dio”.

Ora il pane del giorno prima è considerato troppo vecchio, e si compra il formaggio a confezioni-famiglia.

Si butta il resto entro tre giorni, dopo aver tagliato magari una sola porzione, perché si è stufi della stessa pietanza.

Frevüte

Frevüte agg. = Rovente, bollente

Relativo a un corpo o un liquido con elevata temperatura.

Pecchè nen mange angöre? Pecchè ‘u bröde jì frevüte! = Perché non mangi ancora? Perché il brodo è bollente!

Fjirre frevüte = Ferro rovente.

Si usa dire a qlcu uì, fjirre frevüte = eccolo ferro rovente, se costui ha fretta di concludere un discorso o un’azione.

In effetti il fabbro quando cava un ferro dalla forgia per lavorarlo sull’incudine, agisce rapidamente, prima che si raffreddi e diventi più duro all’azione del martello.

Anche in italiano c’è il detto: Battere il ferro finché è caldo.

Frisöle

Frisöle sf = Padella di ferro (o di alluminio) usata in genere per friggere, specialmente pesci. Termine derivato dal francese Friteuse = friggitrice-

Fröcapezzènde

Fröcapezzènde s.m. = Tramontana

Questo è un modo per esorcizzare il temuto vento di tramontana, apportatore di gelo, micidiale per i meno abbienti, che non hanno indumenti pesanti per difendersi.

La tramontana li frega, ossia li mette fuori combattimento.

Frósce-e-premöre

Frósce-e-premöre s.m., loc.id.= Fruscio e primiera

Si tratta di un gioco di carte cui possono partecipare due, quattro o più giocatori, perché, come nel “Sette e mezzo” tutti si misurano con il cartaio per una posta in gioco, solitamente di pochi centesimi.

Da un mazzo di carte da gioco “napoletane” ne vengono distribuite quattro a ciascun giocatore. Se uno di essi ottiene le quattro carte di seme diverso (còppe, denére, spéte o bastöne) vince perché fa premöre = primiera.

Ma se un altro giocatore ottiene tutte e quattro le carte dello stesso seme, raggiunge un punteggio superiore, perché fa frósce, annulla la vincita dell’avversario e vince la posta in gioco.

Se al primo giro nessuno ha fatto primiera o fruscio, è consentito sostituire una o più carte.

Nella locuzione idiomatica fé frósce-e-premöre = fare fruscio e primiera, significa far man bassa di cibo, ripulire il tavolo di tutte le sue leccornie.