Cujöte
Cujöte agg. = Calmo
In italiano si può tradurre letteralmente con quieto, nel senso tranquillo, sereno, calmo, riferitio a persona, o all’andamento meteorologico.
Stàtte cujöte! Momò vüte ca torne. = Sta’calmo! A breve vedrai che tornerà.
Cujöte agg. = Calmo
In italiano si può tradurre letteralmente con quieto, nel senso tranquillo, sereno, calmo, riferitio a persona, o all’andamento meteorologico.
Stàtte cujöte! Momò vüte ca torne. = Sta’calmo! A breve vedrai che tornerà.
Cularüne s.m. = Clarinetto
Strumento a fiato di legno, ebanite o metallo, ad ancia semplice, dotato di una canna cilindrica terminante a campana,
munita di fori in parte liberi in parte chiusi da apposite chiavi.
Il legno utilizzato per costruire il clarinetto è in prevalenza l’ebano, che conferisce il caratteristico colore nero.
Grazie alle doti espressive e tecniche, il clarinetto è presente in vari generi musicali: classica, jazz, popolare, bandistica.
Ora i ragazzi, che hanno studiato in conservatorio, lo chiamano ‘u clarenètte simile al termine italiano.
Culàzze s.f. = Retro, terga.
Parte posteriore di un veicolo a trazione animale (carretto, carrettone, calesse).
Appùgge ‘a culàzze ‘mbacce ‘u müre = Appoggia il retro contro la parete.
Cüle s.m. = Sedere, deretano, ano.
(Pop.) Culo: Parte del corpo costituita dalle natiche.
(volg.)Che cüle = che culo!, che fortuna!
(volg.)Leccacüle = Adulatore.
(volg.)‘Ngüle = In culo
Culöre s.m. e s.f. = Colera, “colatore”
1) ‘ u culöre s.m = il colera, grave malattia epidemica d’origine intestinale che si manifesta con diarrea, vomito, collasso;
2) ‘a culöre s.f. = pannolino di tela fine, che si poneva a diretto contatto con la pelle dei neonati. Era un po’ filtrante.
Deriva da colare = Filtrare un liquido per separarlo da parti solide.
Cum’jì o Cumì avv. = Perché, com’è.
In proposizioni interrogative dirette o indirette: per quale motivo? o per quale scopo?
Corrisponde all’interrogativo inglese Why?, o a quello francese Pourquoi?.
La risposta richiede rispettivamente Because…, e Parce-que….
In italiano va bene il medesimo avverbio sia per la domanda e sia per la risposta: Perché? - Perché…
In dialetto: Cum’jì? - Pecchè…
Ma le regole non sono ferree, se si dice come in italiano va bene lo stesso: