Cucherózze

Cucherózze s.m. = Coccige

Osso triangolare con cui termina la colonna vertebrale.

In dialetto, simpaticamente, è chiamato anche l’usse d’u cüle = l’osso del culo.

Cucìvele

Cucìvele agg. = Cottoio

Cottoio, è riferito a legumi di facile cottura e anche ai soggetti molto facili all’innammoramento. “Sti fasule so pròpete cucìvele!”

Cucuìgghje

Cucuìgghje s.m. = Calcinello

Piccolo mollusco bivalve (Donax trunculus). Vive nei fondali sabbiosi del Mediterraneo. Lunghezza massima cm 3.

L’esterno è biancastro e l’interno di un bel blu o violetto.

Un calcinello leggermente diverso chianasi anche tellina.

Il termine Cucuìgghje è simile al vocabolo francese coquille, conchiglia generica.

Che so’ ca vé truanne, cucuìgghje? = Che cosa pretendi da me, conchiglie?

Come per dire non chiedermi l’impossibile. HGo solo poca roba.

Cugghjarüje

Cugghjarüje s.f. = Inappagamento, incontentabilità.

Sensazione che attanaglia chi è sempre insoddisfatto di tutto; che ha sempre da lamentarsi di qualcosa; che non gli va mai bene nulla.

Credo che con linguaggio ultramoderno, voglia dire che costui è “palloso”, che fa aumentare il volume delle stesse….(da “palle” = testicoli = cógghje e da qui cugghjarüje)

Faccio un esempio:

Se una persona anziana chiede di essere continuamente coccolata e viziata e nonostante venisse sempre accudita con tutte le attenzioni possibili e immaginabili, chiede sempre maggiori accortezze, forse anche esagerate ed eccessive, allora quella persona tóne a cugghjarüje.

L’amico prof.Castriotta, ultrasettantenne, asserisce che suo padre pronunciava cugghjarüne . Registro questa versione. Credo che i termini resteranno in vita fintantoché vivranno gli ottuagenari di oggi.

Palloso è molto più snello, immediato ed efficace l’aggettivo, anche in dialetto: pallüsemaschile e pallöse femminile.

Cuggjüne

Cuggjüne s.inv. = Cugino, cugina.

Cugino/a = Figlio/a di un fratello o di una sorella del proprio padre o della propria madre.

In dialetto, al maschile fa ‘U cuggjüne s.m. = Il cugino; al femminile fa ‘A cuggjüne s.f. = La cugina.

Cambia solo l’articolo, ma il termine è invariabile per il maschile e per il femminile.

Se si parla del proprio cugino o della propria cugina, si dice cuggìneme = mio/a cugino/a.

Se si tratta del o della cugino/a di chi ascolta si dice cuggìnete.

Una curiosità: il simpatico dialetto di Monte Sant’angelo ha conservato il termine latino consobrinus e tuttoggi cugino è detto cunzuprìne.

Cugné

Cugné v.t. = Rendere come un cuneo

Ritengo il termine sia molto antico.

Quando si scriveva con la penna dell’oca, per ottenere la punta si recideva il fusto della penna con un taglio trasversale inclinato, in modo da ricavarne un cuneo.

Quindi si crea il cuneo, si cogna la penna.

Per estensione, riferito alle matite, significa rifare la punta. Riferite alle penne con il pennino metallico, vale riparare il pennino.

Contrario: Scugné v.t.