Crepìtte

Crepjìtte, sbàtte s.m. = Caduta rovinosa.

Pigghjé ‘nu crepìtte o ’nu sbatte: cadere rovinosamente e inaspettatamente durante una corsa, una partita di calcio, o altri movimenti veloci.

Crescènde

Crescènde s.m. = Lievito

Il lievito naturale si ottiene per l’acidificazione dell’impasto di acqua e farina e si usa nella panificazione perché è in grado di provocare un processo di fermentazione.

Quello artificiale usato nei panifici moderni è il lievito di birra, costituito dalle colonie di un microrganismo, il “Saccharomices cerevisiae”, che si ottiene per fermentazione.

Il termine è di etimologia facile: proviene da crescere, che fa crescere (la pasta del pane).

Quando tutte le famiglie facevano il pane in casa, usavano conservarne un poco in una ciotola. Se lo prestavano l’un l’altra man mano che avevano necessità di impastare.

Era considerato sacro come il pane. Prima ancora di iniziare l’impasto occorreva ringraziare il Signore con una silenziosa preghiera sopra il lievito e sopra la farina.

Crescende è usato anche come soprannome

Cresòmme

Cresòmme s.f. = Albicocca

Frutto dell’albicocco, albero con foglie a cuore, fiori precoci bianchi o rosati, frutti saporosi di colore arancione.

Taluni dicono cresòmmele. Sono più propenso a usare questo termine per indicare il plurale di cresòmme.

Crestjéne

Crestjéne s.i. = Persona, gente

In italiano sembrerebbe voglia significare ‘cristiano’, aggettivo per qualificare un seguace della religione di Cristo.

Invece in dialetto il termine è un sostantivo, invariabile per numero e per genere, che designa fisicamente una persona o la gente in genere.

So jüte alla Pòste, ma stèvene ‘nu mónne de crestjéne: allöre véche cré matüne sóbbete = Sono andato alla Posta, ma c’erano molte persone (in attesa): allora (mi son detto:)vado domani mattina presto.

Ch’anna düce ‘i crestjéne? = Cosa dirà la gente?

Questa frase era molto ricorrente in passato. Si teneva molto in considerazione il giudizio della gente. Anzi lo si temeva. In effetti la privacy non era stata ancora inventata…Anche perché la popolazione del nostro paese non era numerosa e ci si conosceva tutti, almeno in ogni rione.

Nen te mettènne ‘nanz’a pòrte p’a canuttjire! Ch’anna düce ‘i crestjéne? = Non metterti davanti all’uscio di casa in canottiera! Cosa diranno le persone che ti vedono (così trasandato)?

Al giorno d’oggi si risponderebbe: Che me ne fröche a me? = Non m’importa!

Nen ce jènne a juché sèmbe au begliàrde. Hann’a düce ‘i crestjéne: “ma cóste nen töne che arte fé!” = Non andare a giocare sempre al bigliardo. Dirà la gente: ma costui non ha altro da fare?

Crijànze

Crijànze s.f. = Creanza

Coprrettezza di comportarsi. Rispetto, buona educazione, buone maniere

Crijatüre

Crijatüre s.m. e s.f. = Creatura s.f. (umana di tenera età).

In dialetto si può usare sia al maschile, sia al femminile per indicare un bambino o una bambina in tenerissima età. Basta l’articolo per capire se parliamo di un maschietto o di una feminuccia (‘u crijatüre e ‘a crijatüre)