Cachéte

Cachète s.f. = Cacata

Il termine cachéte ha diverse valenze:

1 - atto di svuotamento dell’intestino. Agghje fàtte ‘na bella cachéte = Ho fatto un’abbondate defecata (io direi…finalmente, evidentemente il soggetto che ha sentito il bisogno di dirlo è uno che soffre di stitichezza).

2 - sostanza evacuata dall’intestino in una sola defecata. In questo caso esiste anche un sinonimo: preséte

3 - cosa di pessima qualità o di orribile aspetto.

Cume’jì stéte ‘u film c’ha vìste ajire söre? ‘Na cachéte! = Com’è stato il film che hai visto ieri sera? Una boiata pazzesca (alla maniera di Fantozzi quando commenta il film pseudo capolavoro “La corazzata Potёmkin - Потёмкин”, pronuncia: Potiòmkin).

Cacóccje

Cacóccje = Cognome

Cacucci è un cognome diffusissimo a San Severo e nel nord Barese. Da noi è diventato un soprannome dal significato incerto di “con la cuccia” forse per l’assonanza .

Sono un po’ perplesso, perché con da noi si dice pe’: quindi al massimo sarebbe stato p’a cóccje.

Cafùrchje

Cafùrchje s.m. = Tugurio

Abitazione o ambiente angusto e squallido.

Vèche truànne ‘ne chése, me so’ stanghéte de sté jind’a códdu cafùrchje a sutténe! = Sto cercando una casa, mi sono stancato di vivere in quel tugurio a piano terra..

Caggellöne

Caggellöne s.m. e sopr. = Stia

Gabbione di legno usato per allevare in casa le galline ovaiole.

Si metteva fuori dell’uscio della casa a piano terra.

Spesso si liberavano le galline che andavano a razzolare sulla via: tanto presto sarebbero rientrate spontaneamente nella gabbia.

Per favorire la crescita di pennuti allevati si somministrava come cibo ‘u sciuscjille.

Il gabbiotto veniva portato dentro casa la sera per evitare che i polli prendessero freddo, e soprattuto che prendessero…il volo verso le pentole altrui.

Caggellöne è anche un soprannome locale

Caggéne

Caggéne s.m. = Gabbiano

Uccello acquatico, con ali bianche bordate di nero, becco affusolato e zampe palmate, comunissimo in tutte le località di mare.

Dalla riva i bambini gridavano ai gabbiani, modulando due note (sol-sol, mi-mi): Alì, caggéne, ‘u pèsce a mére! = Attenzione, gabbiano, c’è un pesce a mare, proprio sotto di te!

Insomma indicavano ai volatili che nei paraggi c’era una preda, come se quelli fossero distratti. Lo scopo era dell’invito era di vederli in azione mentre si tuffavano. Eravano convinti che se loro non avessero gridato, i poveri animali sarebbero rimasti a pancia vuota…

Cagnùle

Cagnùle s.m. = Cannello

Notoriamente quando per scrivere si usava il calamaio e la penna, questa si suddivideva il tre parti: ‘U pennüne, l’asteccjùle, e ‘u cagnùle = Il pennino, l’asticciola e il cannellino.

Quest’ultimo era fatto di latta come un piccolo tubicino. In uno dei due fori si inseriva la bacchettina di legno e dall’altro lato del tubicino, che era un po’ sagomato ad hoc, il peduncolo del pennino d’acciaio.

Con l’invenzione della penna a sfera è passato tutto all’antiquariato.