Cacàzze

Cacàzze s.f. = Paura

Paura, spavento, panico, timore, terrore, tremarella, ecc.

Modi di dire:

“Ce sime pigghjéte ‘na cacàzze!…” = Abbiamo preso uno spavento!

Ce n’jì scappéte p’a cacàzza ‘ngüle. = Se n’è fuggito con la coda fra le gambe.

Da non confondere con il termine “scacàzze”

Caccamamöne

Caccamamöne s.m. = Decalcomania

Caccamamöne era la deformazione dialettale di “decalcomania”, cioè un’immagine che si trasferiva per via umida dalla carta ad un’altra superficie (come gli attuali autoadesivi).

Ricordo che tutti i negozietti avevano tutti sul vetro un’immagine gialla, ellittica verticale, che raffigurava un galletto nero; proprio sotto le zampe del galletto c’era scritto “Tana-la crema fine per calzature”.

Si vendevano anche delle piccole decalcomanie, ad uso dei bambini, che trasferivano le immagini a colori di personaggi dei fumetti.

Si immergeva per qualche secondo in acqua la figurina per attivare lo strato di colla (non esisteva la colla chimica) e si applicava su un libro, su un braccio, dove si voleva, e poi piano piano si staccava la carta esterna bagnata.

Lo strato interno con l’immagine, durante questa operazione di distacco, a volte si deformava, e così essa risultava deformata e distorta.

Ecco perché era un caccamamöne, che, per estensione, si diceva di persone con una faccia un po’ irregolare. Era un epiteto riguardante una persona che non aveva proprio una bella faccia.

Cacchjöle

Cacchjöle s.f. = Asola

Asola, occhiello, alamaro per abbottonare giacche, cappotti, pantaloni, sandali, ecc.

Si chiama cacchjöle anche l’annodatura di un laccio, o di una fettuccia, o di un nastro, che si scioglie tirando uno dei suoi due capi.

In questo caso c’è un sinonimo simile all’italiano nocca: “la nnòcche”

Cacciamanjille

Cacciamanjille s.m. = Coprifasce

Era una camicina di cotone finissimo, con abbottonatura posteriore, che si faceva indossare al neonato dopo l’imbracatura con il pannolini di tela e la fascia larga.

Il vocabolo viene da Cacciare le manine.

Il primo indumento indossato dai poppanti.

Marje’, mamme t’ho recaméte ‘nu bèlle caccjamanille p’u uagnöne! = Marietta, la mamma ti ha preparato una bella camiciola per il bambino

Caccianózzele

Caccianózzele s.f. = Nòcciolo

È la parte più interna, legnosa e non commestibile dell’albicocca.

Una volta si usavano per giochi fanciulleschi, in mancanza di biglie.

C’era anche un rigattiere che comprava i semi amarissimi contenuti all’interno dei nòccioli. Non sono mai riuscito a capire a chi potessero servire….

Qualche nonnina teneva gli stessi semi in acqua per molti giorni per far perdere loro tutto l’amaro. Poi da essi otteneva una specie di orzata, o latte di mandorla (‘u latte d’amènele), non so con quale metodo, per una rinfrescante bevanda estiva.

Caccjüne

Caccjüne s.m. = Gattuccio, Cagnolino

1) Gattuccio (Scyliorhinus canicula). Pesce appartenente all’ordine degli Squaliformi; è un piccolo squalo che può raggiungere dimensioni di 30-40 cm. La forma è più tondeggiante e meno affusolata degli altri squaliformi. Pur essendo un piccolo pescecane, non è pericoloso per l’uomo.

Ottimo in umido o fritto.

In Romagna lo chiamano smeriglio per la caratteristica della sua pelle, rugosa e ruvidissima.

2) Cagnolino. Cane di piccole dimensioni o di tenera età, detto anche caccjunjille.