Bruttelöne

Bruttelöne agg. = Brutto

Brutto al superlativo, molto sgraziato, non attraente.

Buàtte

Buàtte s.m. = Scatola.

Scatola di latta (per i cibi) o anche di legno o di cartone (per le scarpe, le camicie, i cioccolatini, il vino e per imballaggio in genere).

Si tratta del termine francese “boite” s.f. che si pronuncia uguale, ma è femminile in quella lingua (la boite, pronuncia la buàtte)

Buccàcce

Buccàcce s.m. = Vasetto di vetro

Principalmente è usato, opportunamente chiuso con il coperchio a tenuta, per contenere cibi (marmellata, pomodori pelati, carciofini, lampascioni, olive, ecc.) sia quelli conservati industrialmente, sia quelli domestici.

Dim. buccaccètte (di dimensione ridotta per contenere omogeneizzati, filetti di acciughe, capperi, ecc.)

Bummenére

Bummenére sm = Licantropo

Affetto da licantropia (dal greco lyco, lupo e antropos, uomo). Taluni si rifanno al latino lupus, lupo e maniarius, da mania.

Nel corso dei secoli probabilmente LUPUS MANIARIUS è diventato lupu maniaru e poi lu pumanére, e da qui ‘u bumenére

Dai Manfredoniani ‘u bummenére era ritenuto una persona misteriosa e terrificante.

Erano due o forse tre gli uomini sospettati di esserle licantropi.

Trasmettevano i loro “poteri” in punto di morte, toccando con la mano uno di quelli che si raccoglievano al suo capezzale per assisterlo.

Si diceva che ululassero di notte e rincorressero i malcapitati nottambuli per aggredirli.

Questi si salvavano dalla sua aggressione solo in due casi:

a) se riuscivano a infilare una scalinata e percorrerla per almeno tre gradini.

In questo caso l’nseguitore rinunciava alla preda perché non in grado di continuare l’inseguimento in salita;

b) se possedevano un coltello tascabile, pieghevole, dal manico rigorosamente nero.

Allora avrebbero dovuto possedere anche una notevole dose di sangue freddo. Difatti avrebbero dovuto estrarre il coltello dalla tasca, aprirlo, tracciare con la lama nel terreno un cerchio e al centro due tagli intersecati, piantarvi l’arma per terra e posizionarsi all’interno del cerchio.

Troppe le operazioni richieste mentre incombeva l’inseguitore ululante alla calcagna, e coordinare i movimenti nella foga della corsa!

Insomma non c’era scampo: perciò…era meglio restare a casa per evitare brutti incontri!

Secondo me erano dei buontemponi che burlavano i paesani.

Oppure erano dei poveri malati che sicuramente non avevano la forza di rincorrere nessuno.

In psichiatria si definisce la licantropia un delirio melanconico per cui l’ammalato credesi trasformato in lupo e ne imita l’ululato

Bunazze

Bunazze s.f. = Bonaccia

Calma di vento e di mare.
Bunazza morte indica la calma piatta del mare. “Jogge je bunazza morte”.

Burdescé

Burdescé v.i. = Bordeggiare

Nella navigazione a vela, viaggiare controvento facendo una rotta a zig-zag molto ampia.

Per estensione significa barcollare e figuratamente barcamenarsi, destreggiarsi tra le difficoltà.

L’espressione divertita : “Vé burdescjànne accüme alla vàrche de Cianèlle” si riferisce a qualcuno che esce ubriaco dall’osteria, e cammina barcollando di qua e di là, come la barca di tale Cianella, che evidentemente nel bordeggiare non teneva bene il mare.