Babbètte

Babbètte n.p. = Elisabetta

Diminutivo di Elisabetta, Betta, sembra di derivazione francese (ricordate il film Babètte va à la guèrre)

Babbósce

Babbósce s.f. = Babbuccia

Pantofola morbida e leggera, chiusa nella parte posteriore.

Le babbósce vengono usate d’inverno perché tengono caldi i piedi.

Quelle aperte, estive, si chiamano chjanjille = pianelle, perché senza alcun cenno di tacco.

Stranamente, con suono molto simile, (Papùci) è un vocabolo usato anche in Romania.

Bacchitte

Bacchitte s.m. = Bacchettino, stecco.

Una bacchetta al maschile. Mio padre aveva un cugino di cognome Bacco, e credo che sia stato di corporatura esile, perchi l’ ho sentito sempre nominare cosl.

Bacé ‘ndèrre

Bacé ‘ndèrre loc.id. = Grazie al Cielo

Alla lettera significa baciare per terra, baciare il suolo in segno di deferenza e ringraziamento verso Dio, la sorte, la Provvidenza, come volete, per l’aiuto ottenuto, richiesto o no, sperato.

È una espressione di sollievo per scampato pericolo.
Agghja bacé ‘ndèrre se me tröve angöre vüve = devo ringraziare il Cielo se sono ancora vivo
In questo caso l’interlocutore consiglia di andare a Siponto con la lingua strainüne

È anche una esclamazione di speranza, di augurio = Béce ‘ndèrre se ‘sta chése la vìnne = Ringrazia il Cielo se riuscirai a vendere questa casa (evidentemente in cattivo stato).

Bacéme ‘ndèrre se Mambredònje auànne ce salve = Speriamo che il Manfredonia quest’anno si salvi (non retroceda. Ovviamente parlo della squadra di football, non di politica).

Esiste anche un altro modo di dire con il medesimo intendimento: Facce pe ‘ndèrre = Faccia per terra.

Baffe cachéte

Baffe cachéte = Baffi cacati

Molto fantasioso e pittoresco. Ma come ha fatto a cacarsi sui baffi? Forse ha messo la faccia “jìnd’u ruàgne“?

Probabilmente, a causa della piorrea, l’antenato cui fu affibiato il nomignolo, doveva avere un alito insopportabile…

La fantasia non ha limiti nel coniare etichette.

Bannajùle

Bannajùle s.m. = Banditore

Non c’erano altri mezzi di fare pubblicità, e si ricorreva a questi personaggi tipici dell’Italia meridionale, chiamati banditori.

Questri giravano le principali vie della città e annunziavano, dietro compenso, gli slogan e le notizie di interesse generale.

Due erano i Banditori ufficiali di Manfredonia:

Uno era Domenico Notarangelo, detto Dumìneche Tremelànde= tremolante, affetto da parkinsonismo;

l’altro era Antonio Petito, detto ‘Ndònje Melöne per via della sua testa calva che sembrava un melone.

Erano entrambi dotati di voce possente e penetrante.

Del primo ricordo che girava con la carrozzella da trasporto persone di Michelino (u cavalle p’ ‘a palla grosse!) sulla quale c’era il “tabellone” con la locandina del film che si dava al Cinema dei Fratelli Pesante (soprannominati Prijatòrje), e lui sedeva a fianco al cocchiere. Talvolta usava un megafono di latta.

Annunciava in italiano, perché dovevano capire anche i forestieri di passaggio:
“Questa sera, al Cinema di Pesante, ci sarà il bellissimo filmo:”A sud di Pago-Pago”!!!!

Oppure:
“Al cinema di Murgo! Tutti al Cinema di Muuuuuurgo!: Andate a vedere “Tarza’ contro i Cacciatori Bianchi” Inutile chiedergli di pronunciare Johnny Weissmüller! Fino a Randolf Scott Tiròm-povèr (Tyrone Power) e Alà-ladd (Alan Ladd), poteva anche riuscirci…

E anche:
”E’ uscito il nuovo filmo di Totòoo! Uagnü’… (ragazzi), tutti addu Priatòrje stasööööööre!!!.

Si vede che Tremelànde aveva appaltato l’annuncio di tutti i Cinema dell’epoca.

Melöne invece era chiamato per altre incombenze.

Ricordo qualche grido di “Melöne”, dotato di voce possente e squillante, da tenore d’opera:

“Uhé, sentite! E pò dicite ca non sentite!:chi a fusse truwéte ‘na scarpetèlla nèrjia…” = Chi avesse trovato una scarpina nera…

A Mundicchje c’jì pèrse ‘nu uagnöne de trè janne. Iétele a trué, ca la mamma chjànge!!! ” = Al Rione Monticchio si è smarrito un bambino di tre anni. Andatelo a cercare, trovatelo perché sua madre piange …

Alla candüne de Pachjìreche jì arrevéte ‘u vüne nùuve! Mado’ quant’jì saprüte!!” = Alla cantina di P. è arrivato il vino novello! Madonna mia quant’è saporito!

Stasöre, ci’ fé ‘u cumìzzje sott’u Municipje!. Uà parlé l’Onorevle Micöle Magne!! ” = Questa sera ci sarà un comizio in Piazza del Popolo (sotto il Municipio): parlerà l’Onorevole Michele Magno.

-Jògge, alle djice e mezze, ce vènne ‘a carne a bassa-macèlle söp’a chjazzètte!!!! “! = Oggi alle ore dieci e trenta si inizierà la vendita della carne di bassa-macelleria alla Piazzetta del mercato.

’Sepònde ‘a Ciavarèlla ho fatt ‘nu pjìzze di uagnöne màaaschele: Iét‘a vedì quand’jì bèlle!!! E non ce jéte ch’i méne vacàaande!!! = Sipontina Ciavarella ha partorito un bel bambino maschio. Andate a vedere quant’è bello! E non andateci a mani vuote!

Talvolta annunciava la nascita del maschio alludendo ai suoi piccoli genitali, maliziosamente chiamati pólepe arreccéte = polpo arricciato. Se la neonata era femmina, parlava di tregghja spacchéte = triglia spaccata.

Fantasia, spirito e buonumore non mancavano a questi personaggi del passato ormai scomparsi, non solo per inevitabili questioni anagrafiche.

Vi voglio rimandare alla bellissima pagina del libro “Arti e mestieri a Manfredonia”, scritto dal compianto insegnante Giuseppe Antonio Gentile (Ed.1988 Centro di documentazione storica-Manfredonia), al capitolo del banditore.IL BANDITORE