Accüme ‘i crestjéne

Accüme ‘i crestjéne loc.id. = Per bene, correttamente, accuratamente, a regola d’arte.

La locuzione indica l’ortodossia nell’esecuzione di qualsiasi opera, manuale, intellettuale, professionale, artistica.

E facjüme ‘i cöse accüme ‘i crestjéne = E facciamo le cose per bene,

Ca nüje fatjéme accüme ‘i crestjéne = Ché noi lavoriamo a regola d’arte, eseguiamo un lavoro molto accurato.

Vogghje sènde ‘nu pöche de móseche accüme ‘i crestjéne = Voglio ascoltare un po’ di musica eseguita magistralmente.
Nüje ce àmma spusé accüme ‘i crestjéne = Noi dobbiamo sposarci regolarmente. Non come quelli cha fanno la fuitina – come dicono in Sicilia – e poi ricorrono al matrimonio riparatore. E nemmeno convivere senza alcuna regola e ufficialità.

Accumegghjé

Accumegghjé v.t. = Coprire

Vale per coprire con indumenti pesanti nella stagione invernale, o anche coprire le grazie che possono essere intraviste con vestiti un po’ troppo corti o scollati.

E’ usato anche nei lavori campestri per indicare la copertura della base delle piante con terreno in modo che possa irrobustirsi,e proteggersi dal gelo.

Accummùgghjete bune, ca fé frìdde! = Copriti bene, ché fa freddo!

Accummùgghjàteve, scrufèlle, ca ce vöte tutte cöse! = Copritevi, sfacciate, ché si vede ogni cosa!

Accuppé

Accuppé v.t. = Scavalcare

Per la somiglianza del suono, si potrebbe essere indotti a pensare che si tratti del verbo italiano “accoppare”, uccidere.

Invece il significato è scavalcare, oltrepassare, saltare un ostacolo, un muretto, un cancello.

Giuà, Giuà, accuppéme ‘a maciöre e cugghjüme ‘i manuèlle! = Giovanni, scavalchiamo il muretto a secco e raccogliamo delle mandorle novelle! (Cattivo consiglio da non seguire…)

Acìzze

Acìzze agg. = Acido, guasto

Riferito specialmente a un intingolo conservato male.

In epoca in cui i frigoriferi non esistevano, facilmente, specie d’estate con il caldo, un sughetto, una minestra, diventava “acìzze”.

Mia madre diceva anche, quando lo voleva riciclare e si accorgeva che era guasto, ce jì fàtte brótte = si è fatto brutto.

Mangiatìlle cust’atu pöche ca se no ce fé brótte = Mangiatelo quest’altro pochino, altrimenti si guasta.

Acquafòrte

Acquaforte s.f. = Varichina, candeggina

Era conosciuta con questo nome la varichina. Ora le donne dicono varecüne ma è una forzatura, non è che italiano dialettizzato.

Acquaquagghjé

Acquaquagghjé v.t. = Combinare, concludere.

Portare a conclusione una trattativa, terminare un lavoro, realizzare qlcs, compiere un’opera di convincimento, ecc.

Perléme e parléme e n’acquaquagghjéme njinde! = Parliamo e parliamo e non concludiamo niente!

Deriva da quagghjé = cagliare, azione per far coagulare il latte o far rapprendere l’ìmpasto di scagliola di gesso o di cemento, o far solidificare lo stagno fuso, mediante rapido raffreddamento, ecc.

È ammessa anche la versione quaquagghjé.