Acchiaranzéte
Acchiaranzéte agg. = Ubriaco
Questo termine tipico dell’ambiente marinaresco, indica lo stato di grave alterazione delle facoltà mentali dovuto ad abuso di alcolici.
Insomma quando qlcu sté acchiaranzéte, è proprio ubriaco fradicio.
Acchiaranzéte agg. = Ubriaco
Questo termine tipico dell’ambiente marinaresco, indica lo stato di grave alterazione delle facoltà mentali dovuto ad abuso di alcolici.
Insomma quando qlcu sté acchiaranzéte, è proprio ubriaco fradicio.
Acchjangàrece v.i. = Ammassarsi
Diventare duro e ammassato come una chjànghe = basola da pavimentazione stradale.
Si riferisce per es. al materasso, al guanciale, o alla pasta lasciata raffreddare nel piatto (C’jì acchjanghéte).
Acciacché v.t. = Schiacciare
È ammessa anche la forma ridotta Ciacché.
Comprimere, pressare con forza qcs. appiattendolo, frantumandolo, deformandolo.
Rompere il guscio di frutti come noci, nocciole, mandorle.
Nanònne pe’ guadagné chjiche cöse acciaccöve i mènele = mia nonna per guadagnare qualcosa, schiacciava le mandorle (per conto terzi)
Acciacché l’üve
= Vinificare, deraspare i grappoli.
Acciaffé v.t. = Acciuffare, afferrare
Acchiappare, agguantare, abbrancare, ghermire.
Parare, afferrare al volo, acciuffare qlcu che tenta di sfuggire, o di fuggire, sia dal punto di vista sportivo, sia da quello poliziesco, affrontare deliberatamente qlcu che ci evita.
Mò ca t’acciaffe facjüme ‘i cónte!… = Non ora, ma quando ti avrò alle strette faremo i conti!
Sin. angappé = acchiappare, afferrare,
Acciavatté v.t. = Arrangiare
Sistemare qlco. alla meglio, con mezzi di fortuna e con risultati non eccellenti.
Acciavatté (o anche ciavatté), così come ciavattöne, hanno origine da “ciabattino”.
Se il ciabattino volesse confezionare le scarpe come fa lo specializzato calzolaio, otterrebbe un risultato di scarso pregio.
Agghje aggiustéte ‘u müre, e jì venüte tutt’acciavattéte = Ho riparato il muro, ed è venuto tutto arrangiato.
Acciüde v.t. = Uccidere.
Privare della vita, far morire, spec. con mezzi o modi violenti.
Domèneche vulüme acciüde ‘u pùrche, vulüte venì? = Domenica vogliamo uccidere il maiale, volete venire?
Qlcu dice accedì.
Trovo più corretta la prima versione. Infatti l’imprecazione antica è: Ca lu vònne acciüde!
= che lo vogliano uccidere! Non ca lu vònne accedì.
Semmai accedì è la terza persona singolare del verbo uccidere, al passato remoto (scusate la grammatica) come altra versione di accedètte. Insomma come dire: accedìje = egli uccise.
Ah, bisogna ricordare che il verbo, se riferito a una persona, regge il dativo e non l’accusativo….Uffa con questa grammatica….
Insomma in dialetto si dice: Jìsse accedì a Mattöje = Lui uccise (a) Matteo. Metto la “a” solo per fare l’esempio.
Invece si costruisce all’accusativo se riferito a bestie: Jìsse accedètte ‘u pùrche – ‘a mòsche – ‘a jallüne – l’agnjille = Egli uccise il maiale – la mosca – la gallina – l’agnello.