Ascènne

Ascènne v.i. = Scendere

È ammesso anche solo scènne.
I più anziani dicono ascennìje.

Muoversi, procedere dall’alto verso il basso con movimento graduale, a piedi o con un mezzo di locomozione.

Curiosamente il nostro dialetto dà al verbo ascènne il significato di uscire, andare a spasso, per il Corso, passeggiare per il lungomare.

Quann’jì ca da scènne? Quanne me spìcce!= Quando potrai uscire? Quando mi sarò sbrigato.

Vabbè, in dialetto il futuro prossimo o il futuro anteriore non esiste….

Aspre

Aspre agg. = Aspro, duro

Fondale marino roccioso, inadatto alla pesca perché danneggerebbe le reti.

Infatti nella pesca a strascico le reti toccano il fondale, e nel salparle vengono lacerate dalle asperità rocciose di cui il fondo aspre è ricco.
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Assalepé

Assalepé v.t. = Issare, salpare

Tirare su e recuperare a bordo qlco., perlopiù l’ancora, dal fondo del mare.

I nostri pescatori si riferiscono anche alle reti: assalepé i rüte = salpare le reti, dopo che sono stare calate alcune ore prima, per ricuperare il pescato.

Anche assalepé i völe = issare le vele (salpare, partire o ritornare a casa dalla battuta di pesca).

Nella forma intransitiva: Detto di imbarcazione, levare l’ancora, sciogliere gli ormeggi e partire; spesso con specificazione del punto di partenza o della destinazione.

süme assalepéte da Bùne-Sàrje ca jöve staggjöne = siamo partiti da Buenos Aires che era estate.
Lunedì àmm’assalepé pe Vènèzzje = Lunedi salperemo per Venezia.

Accettabile anche la dizione assalepéje,salepé, e salepéje.

Assaljéte

Assaljéte agg. = Esagitato, invasato

Aggettivo che rinforza il sostantivo pacce = pazzo, come per dire pazzo furioso, ossessivo, esagitato, forsennato,ecc.

Assapré

Assapré v.t. = Assaggiare

Assaporare, gustare un cibo o una bevanda in piccola quantità per valutarne il sapore, la cottura, la qualità.

Assaurjé

Assaurjé v.t. = Sciorinare

Somiglia un po’ al francese essuyer (pron. èssüjé)= asciugare.

Stendere i panni lavati per l’asciugatura all’aria.
Ammessa anche la pronuncia: assavurjé.

Per estensione, figuratamente, e nella forma riflessiva (assavurjàrece) significa calmarsi, acquietars (non asciugamoci…). Per avere la calma ci vuole il suo tempo, come per l’asciugatura dei panni.

Una delle mie fonti informatrici paragona il ritorno alla calma (dopo la fatidica frase: e mò assavurjàmece = ed ora calmiamoci) al ritorno della quiete nell’acqua stagnante dopo che i cerchi concentrici che la increspano per la caduta di qlco in essa, si saranno allargati lentamente.