Arröte

Arröte avv. = Nuovamente.

Di nuovo, ancora, un’altra volta.

Giuànne ajire j’ì venute quà tre volte e jògge jì turnéte arröte = Giovanni ieri è venuto qui tre volte, ed oggi è tornato nuovamente.

Usato come esclamazione Arröte! significa che si sta ascoltando un’altra volta un discorso che già si conosce. O che si constata il ripetersi di un errore.

Giuà, Arröte stu fatte sté decènne! Avaste! = Giovanni, ancora questo fatto sta dicendo! Basta!

Forse l’etimo è “a ruota“, cioè subito dopo il primo.

Arrugnéte

Arrugnéte agg. = Accorciato, ritirato, ristretto.

Si riferisce spicificamente a una vivanda che per effetto della cottura si riduce di dimensione.

Vale anche per la posizione che qlcn assume per adattarsi alla dimensione di un varco basso, un cunicolo.

Chi sta in posizione fetale.

Arrunzé

Arrunzé v.t. = Arrangiare

Portare a termine un lavoro, di malavoglia, e senza accuratezza. Ottenere un risultato di scarso pregio per imperizia o per cattiva volontà. Usare una macchina utensile inappropriatamente.

Arrunzé significa altresì, quale estensione del verbo: fare la cresta sulla spesa, barare nel gioco delle carte senza farsi scoprire, fare qualche mascalzonata, fare un aspro rimprovero.

Entra facilmente nel discorso perché ha un suono simpatico nonostante la valenza negativa del suo significato.

Dal contesto della frase si capisce perfettamente che non va tutto liscio….

Il participio passato arrunzéte si presta quale aggettivo a descrivere un’azione, un risultato, un lavoro decisamente di scarso pregio.

Simile, come significato, al verbo più antico acciavatté = arrabbattare.

Arte

Arte s.f. = Mestiere, professione

Attività lavorativa.

Che àrte fé? = Che mestiere hai? Quale professione svolgi?

Chiaramente non è la nostra l’Arte intesa come attività umana tesa a creare, per mezzo di forme, colori, parole, suoni, ecc., prodotti culturali a cui si riconosce un valore estetico

L’arte nostrana intende il mestiere di: fabbro, meccanico, falegname, sarto, fotografo, idraulico, imbianchino, meccanico, coltivatore, spazzino, ferraiolo, geometra, agronomo ecc. e anche il professionista (ingegnere, medico, avvocato, architetto, farmacista, notaio).

Arte de Meléne

L’arte de Meléne loc.id. = L’arte di Milano

In questo caso l’Arte di Milano non è una tendenza artistica lombarda…

La locuzione locale intende evidenziare la necessità di un minimo di iniziativa per eseguire una prestazione di servizio semplice, specie quando qlcu accampa scuse e difficoltà inesistenti.

Pe lué i chépe all’alüce nen ce völe l’arte de Meléne = Per togliere le teste alle alici non occorre tutta questa abilità, non si incontrano difficoltà di sorta.

Spìccete a pulezzé ‘sti scarpe: e che ce völe l’arte de Meléne? = Sbrigati a lucidare queste scarpe: e che, ci vuole un diploma del Liceo Artistico per eseguire questa operazione?

Artèdeche

Artèdeche s.f. = Frenesia, vivacità, ansia, agitazione, ecc.

Si usa questo sostantivo quando qlcu non sa stare un attimo fermo con le mani. Tocca, liscia, sposta oggetti, si tocca il naso, si gratta il culo, di leva gli occhiali, ecc. ecc.

Stàtte fèrme! E che, tjine l’artèdeche ai méne! = Sta fermo! Ma che, hai alle mani, l’irrequietezza?

Se l’artèdeche è proprio irrefrenabile, dicesi artèdeca-papéle, ossia frenesia papale, cioè al massimo livello!