Arte

Arte s.f. = Mestiere, professione

Attività lavorativa.

Che àrte fé? = Che mestiere hai? Quale professione svolgi?

Chiaramente non è la nostra l’Arte intesa come attività umana tesa a creare, per mezzo di forme, colori, parole, suoni, ecc., prodotti culturali a cui si riconosce un valore estetico

L’arte nostrana intende il mestiere di: fabbro, meccanico, falegname, sarto, fotografo, idraulico, imbianchino, meccanico, coltivatore, spazzino, ferraiolo, geometra, agronomo ecc. e anche il professionista (ingegnere, medico, avvocato, architetto, farmacista, notaio).

Arte de Meléne

L’arte de Meléne loc.id. = L’arte di Milano

In questo caso l’Arte di Milano non è una tendenza artistica lombarda…

La locuzione locale intende evidenziare la necessità di un minimo di iniziativa per eseguire una prestazione di servizio semplice, specie quando qlcu accampa scuse e difficoltà inesistenti.

Pe lué i chépe all’alüce nen ce völe l’arte de Meléne = Per togliere le teste alle alici non occorre tutta questa abilità, non si incontrano difficoltà di sorta.

Spìccete a pulezzé ’sti scarpe: e che ce völe l’arte de Meléne? = Sbrigati a lucidare queste scarpe: e che, ci vuole un diploma del Liceo Artistico per eseguire questa operazione?

Artèdeche

Artèdeche s.f. = Frenesia, vivacità, ansia, agitazione, ecc.

Si usa questo sostantivo quando qlcu non sa stare un attimo fermo con le mani. Tocca, liscia, sposta oggetti, si tocca il naso, si gratta il culo, di leva gli occhiali, ecc. ecc.

Stàtte fèrme! E che, tjine l’artèdeche ai méne! = Sta fermo! Ma che, hai alle mani, l’irrequietezza?

Se l’artèdeche è proprio irrefrenabile, dicesi artèdeca-papéle, ossia frenesia papale, cioè al massimo livello!

Ascènne

Ascènne v.i. = Scendere

È ammesso anche solo scènne. I più anziani dicono ascennìje.

Muoversi, procedere dall’alto verso il basso con movimento graduale, a piedi o con un mezzo di locomozione.

Curiosamente il nostro dialetto dà al verbo ascènne il significato di uscire, andare a spasso, per il Corso, passeggiare per il lungomare.

Quann’jì ca da scènne? Quanne me spìcce!= Quando potrai uscire? Quando mi sarò sbrigato.

Vabbè, in dialetto il futuro prossimo o il futuro anteriore non esiste….

Aspre

Aspre agg. = Aspro, duro

Fondale marino roccioso, inadatto alla pesca perché danneggerebbe le reti.

Infatti nella pesca a strascico le reti toccano il fondale, e nel salparle vengono lacerate dalle asperità rocciose di cui il fondo aspre è ricco.
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Assaljéte

Assaljéte agg. = Esagitato, invasato

Aggettivo che rinforza il sostantivo pacce = pazzo, come per dire pazzo furioso, ossessivo, esagitato, forsennato,ecc.