Arrassé

Arrassé v.t. = Distaccare, distanziare

Mettere una certa distanza fra sé e gli altri. Allontanare.

Sté sèmbe ‘ncudda-’ncudde: arràssete ‘nu pöche! = Stai sempre addosso: distaccati un poco!

Arrecrjàrece

Arrecrjàrece v.i. = Gioire, godere.

Essere intimamente contento, gustare intensamente qlco.

T’arrecrije! = Rallègrati.

Ironicamente, si dice a qualcuno che, si vanta delle gesta e non sa che possono rivelarsi dannose. Come per dire: te ne accorgi!

Significa anche avere godimento da uno spettacolo naturale, musicale, teatrale e finanche orgasmo sessuale

Arrenghé

Arrenghé v.t. =Allineare, ordinare

Arrenghé potrebbe sembrare un verbo da avvocati che arringano in Tribunale.

Invece in dialetto significa ordinare la disposizione degli oggetti, allinearli, distanziarli, elencarli, ecc.

Mamme ho fatte ‘i recchjetèlle e l’ho ‘rrenghéte sope u taveljire = Mamma ha fatto le orecchiette e le ha disposte allineate sulla tavola per spianare la pasta.

Arrevé ‘nganna-ngànne

Giungere all’ultimo istante, come i voli last minute.

Arrivare all’ultimo minuto senza aver completato un lavoro, preparato una cerimonia, organizzato un incontro, ecc.

Mariè, specciàmece, ca süme arrevéte ‘nganna-nganne e momò parte ‘u tröne! = Marietta, sbrighiamoci, ché siamo all’ultimo momento e il treno sta per partire.

Süme arrevéte ‘nganna-nganne alla Fèste e quà nen ce vöte angöre njinde = Siamo arrivati ormai alla vigilia della Festa, e qui non c’è nessum programma.

Arröte

Arröte avv. = Nuovamente.

Di nuovo, ancora, un’altra volta.

Giuànne ajire j’ì venute quà tre volte e jògge jì turnéte arröte = Giovanni ieri è venuto qui tre volte, ed oggi è tornato nuovamente.

Usato come esclamazione Arröte! significa che si sta ascoltando un’altra volta un errore o un discorso che già si conosce.

Giuà, Arröte stu fatte sté decènne! Avaste! = Giovanni, ancora questo fatto sta dicendo! Basta!

Forse l’etimo è “a ruota“, cioè subito dopo il primo.

Arrugnéte

Arrugnéte agg. = Accorciato, ritirato, ristretto.

Si riferisce spicificamente a una vivanda che per effetto della cottura si riduce di dimensione.

Vale anche per la posizione che qlcn assume per adattarsi alla dimensione di un varco basso, un cunicolo.

Chi sta in posizione fetale.