Còzzele
Còzzele s.f. = Mitilo, cozza

La cozza (Mytilus edulis o Mytilus galloprovincialis) è un mollusco dalla conchiglia nera e approssimativamente triangolare, molto ricercato per alcune specialità gastronomiche: zuppa di cozze, cozze alla marinara, impepata di cozze, cozze gratinate, ecc.
Quelle poste in commercio devono provenire da allevamenti specializzati. Diffidare dalle cozze vendute alla rinfusa nei mercatini. A Manfredonia si usa chiamarla Còzzele de Tàrende = Cozza di Taranto, città ove esistono da sempre estesi allevamenti di mitili.
E questo per distinguerla dalla locale pregiata “cozza pelosa”, una volta considerato cibo dei poveri, perché acquistata a prezzo vile. Assieme al pane costituiva la cena per tutta la famiglia.
La cosiddetta pelosa (Modiolus barbatus)per via delle alghe attaccate al suo guscio, è un prodotto locale, a mio avviso molto più pregiato della sia pur buona cozza nera tarantina.
Quando ero piccolo girava per le nostre strade un venditore ambulante con il suo carrettino e, fermo all’incrocio, gridava:
‘U marecjille ‘e Taranto. Cozzola chjöne, cozzola chjöne!
Veniva anche perciò chiamato Cozzolachjöne.
U’ marecjille ‘e Taranto, intendeva il Mar Piccolo di Taranto, dove appunto c’erano e ci sono ancora i più grandi allevamenti italiani di cozze nere.
Il povero Salvatöre cozzelachjöne, negli ultimi anni della sua vita di venditore, era afflitto da qualche rotella che non funzionava bene nella sua testa, e perciò fu ricoverato a Bisceglie.
Nei momenti di irrazionalità col il suo carrettino a mano aveva degli scatti di corsa, e faceva delle accelerazioni da centometrista fra un incrocio e l’altro, causando spesso il rovesciamento dalle tinozze dell’acqua che copriva i suoi mitili
Faceva rammaricare tutti, perché quando stava bene era una persona tranquilla e molto amabile.