Chiapparüne

Chiapparüne s.m. = Càppero

Etimo di origine arabo-persiano Al-qâbar.

Il cappero (Capparis spinosa) appartenente all’ordine delle Brassicacee, fam. Capperacee, è coltivato fin dall’antichità ed è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo.

Cresce spontanea solo sulle rupi calcaree, nelle falesie (coste rocciose con pareti a picco sul mare), su vecchie mura, formando spesso cespi con rami ricadenti lunghi anche diversi metri. Necessita di sole e di pochissima acqua.

Della pianta si consumano i boccioli, detti capperi, e più raramente i frutti, detti cucunci, a forma di piccolissimi cetriolini. Entrambi si conservano sott’olio, sotto aceto o sotto sale.

In dialetto si usa chiapparüne sia al singolare, sia al plurale.

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2 commenti

  1. Mambredonje 21 novembre, 2008 9:17 pm

    Ciao Tonino, hai scritto: è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo.
    Io ricordo che mio Nonno mi raccontava di mia Nonna di quando andava “sotte a mundagne” a raccogliere i Chiapparüne.

  2. Tonino 22 novembre, 2008 7:39 am

    Appunto: cresce spontanea solo sulle rupi calcaree, sulla montagna rocciosa del Gargano.

    Io ricordo anche un Montanaro con la voce squillante che, fino a pochi anni fa, vendeva i capperi per le vie di Manfredonia: “Chiapparìne, chiapparìiiiine!”

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