Checòmbre

Checòmbre s.m. = Tortarello (verde pugliese)

È una specie di cetriolo (Cucumis flexuosus) tipico pugliese, dalla pasta dolce, usato in insalata. Il frutto è piuttosto lungo e curvo, ha la corteccia sottile color verde scuro, scanellata, coperta di leggera peluria.

Era uno dei prodotti degli Sciali, assieme alle carote, alle cipolle, alle patate e ai meloni gialli. Forse perché non remunerativo, i checómbre sono del tutto scomparsi dai mercatini.

Il Tortarello bianco abruzzese invece non ha la peluria ed è di un colore verdastro, molto chiaro.

Al plurale suona checómbre con la “o” stretta.

Taluni pronunciano checòmere e checómere.

Da non confondere con l’italiano cocomero (Citrullus lanatus, o Citrullus vulgaris)

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2 commenti

  1. Apple 17 giugno, 2010 2:22 pm

    Pensavo che i checòmbre fossero i “caroselli”,che non sono neanche loro tanto diffusi ma che comunque trovo,in estate.

  2. Tonino 17 giugno, 2010 4:00 pm

    Cara Apple, il “carosello” che mangiamo in insalata, molto diffuso anche qui in Basilicata, è un ibrido tra melone e cetriolo.
    Il melone (di pane) è il “Cucumis melo”, nella subspecie è scientificamente chiamato Cucumis melo adzhur.

    Quando ero ragazzino lo chiamavano ‘a vuzzarèlle, perché tondeggiante, ben differente da ‘u checòmbre, molto allungato.

    Quando eravamo in età puberale, dicendo ‘i vuzzarelle, al plurale, pensavamo alle donzelle in fiore, dal seno in crescita: una prima misura, per capirci.

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