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	<title>Commenti a: Cambe-sante</title>
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	<description>il vocabolario del dialetto manfredoniano</description>
	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 04:40:39 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Lino Brunetti</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/c/cambe-sante/#comment-393</link>
		<dc:creator>Lino Brunetti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 23:12:45 +0000</pubDate>
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		<description>All'inizio del secolo scorso lavoravano nel cimitero di Manfredonia una squadra di muratori, tra cui v'era un garzone di dodici-tredici anni, addetto al trasporto, con la "coffa" sulle spalle, di materiali da costruzione, attrezzerie minute, materiale di scarto o di risulta.
Si iniziava a lavorare alle sei di mattina e, in inverno, era ancora buio. Il garzone girava tra i viali del cimitero con il cuore in tumulto per la paura e, manco a farlo apposta, quasi ogni mattina incrociava una vecchina vestita di nero che lo faceva sobbalzare e correre. 
Gli altri muratori lo prendevano in giro per questa sua paura e, per sovrappiù, raccontavano storie di morti e di fantasmi.
Per tre o quattro giorni non incrociò la vecchina e al pomeriggio arrivò al cimitero il carro con una defunta e pochissime donne al seguito. Uno dei muratori se ne uscì raccontando che la defunta fosse appunto la vecchina.
All'alba del lunedì successivo, al ragazzo gli si parò davanti, al sommo di una breve scalinata, la famosa vecchina.
Grande spavento! Ma poi pensò: E' un fantasma! Non ha corpo, quindi gli passo attraverso!
Chinò il capo e, come un ariete, "sfondò" il fantasma lanciando il corpo della povera vecchina qualche metro più in la.
La vicenda fu messa a tacere con l'accordo tra i muratori ed il guardiano del cimitero che dichiararono di aver trovato la vecchina esamine in fondo alla scalinata, forse perché caduta al buio e al freddo, mentre il ragazzo, febbricitante e tremante, fu accompagnato a casa e non rimise piede al cimitero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;inizio del secolo scorso lavoravano nel cimitero di Manfredonia una squadra di muratori, tra cui v&#8217;era un garzone di dodici-tredici anni, addetto al trasporto, con la &#8220;coffa&#8221; sulle spalle, di materiali da costruzione, attrezzerie minute, materiale di scarto o di risulta.<br />
Si iniziava a lavorare alle sei di mattina e, in inverno, era ancora buio. Il garzone girava tra i viali del cimitero con il cuore in tumulto per la paura e, manco a farlo apposta, quasi ogni mattina incrociava una vecchina vestita di nero che lo faceva sobbalzare e correre.<br />
Gli altri muratori lo prendevano in giro per questa sua paura e, per sovrappiù, raccontavano storie di morti e di fantasmi.<br />
Per tre o quattro giorni non incrociò la vecchina e al pomeriggio arrivò al cimitero il carro con una defunta e pochissime donne al seguito. Uno dei muratori se ne uscì raccontando che la defunta fosse appunto la vecchina.<br />
All&#8217;alba del lunedì successivo, al ragazzo gli si parò davanti, al sommo di una breve scalinata, la famosa vecchina.<br />
Grande spavento! Ma poi pensò: E&#8217; un fantasma! Non ha corpo, quindi gli passo attraverso!<br />
Chinò il capo e, come un ariete, &#8220;sfondò&#8221; il fantasma lanciando il corpo della povera vecchina qualche metro più in la.<br />
La vicenda fu messa a tacere con l&#8217;accordo tra i muratori ed il guardiano del cimitero che dichiararono di aver trovato la vecchina esamine in fondo alla scalinata, forse perché caduta al buio e al freddo, mentre il ragazzo, febbricitante e tremante, fu accompagnato a casa e non rimise piede al cimitero.</p>
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