Caccianózzele
Caccianózzele s.f. = Nòcciolo
È la parte più interna, legnosa e non commestibile dell’albicocca.
Una volta si usavano per giochi fanciulleschi, in mancanza di biglie.
C’era anche un rigattiere che comprava i semi amarissimi contenuti all’interno dei nòccioli. Non sono mai riuscito a capire a chi potessero servire….
Qualche nonnina teneva gli stessi semi in acqua per molti giorni per far perdere loro tutto l’amaro. Poi da essi otteneva una specie di orzata, o latte di mandorla (‘u latte d’amènele), non so con quale metodo, per una rinfrescante bevanda estiva.
I semi amari contenuti all’interno dei nòccioli, opportunamente trattati, venivano e vengono tuttora usati in pasticceria come succedaneo delle mandorle.
Il seme dell’albicocca contiene, tra le altre sostanze, amigdalina che è a base di cianuro. Pertanto se ingeriti in grosse quantità possono dare segni di avvelenamento, anche se non sono così potenti come quelli delle cosiddette “mandorle amare”, notoriamente utilizzati anche a scopo suicida. Probabilmente chi li raccoglieva ne ricavava una soluzione velenosa, probabilmente…
Sapete a che cosa ho pensato che servissero i semi amari delle mandorle e delle albicocche? A profumare il sapone usato col pennello dai barbieri per ammorbidire la barba dei clienti nell’operazione di rasatura.
Ovviamente è una mera mia supposizione derivata da associazione olfattiva.