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	<title>Commenti a: Amöre</title>
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	<description>il vocabolario del dialetto manfredoniano</description>
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		<title>Di: Nen tenì nesciüne amöre &#124; parla manfredoniano!</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/a/amore/comment-page-1/#comment-1583</link>
		<dc:creator>Nen tenì nesciüne amöre &#124; parla manfredoniano!</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 17:54:21 +0000</pubDate>
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		<description>[...] questo caso amöre (omofono con amöre = amore, nel senso di sentimento) con il significato di gusto, deriva dall&#8217;aggettivo [...]</description>
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		<title>Di: Lino Brunetti</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/a/amore/comment-page-1/#comment-907</link>
		<dc:creator>Lino Brunetti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2009 20:29:19 +0000</pubDate>
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		<description>Fino ai sette-otto anni d&#039;età ero spesso ammalato e costretto a letto in casa, nello stesso stanzone d&#039;ingresso che fungeva da sartoria, con le giovani aiutanti tutte sedute e ciarlanti.
Una volta, ricordo, ascoltai la fatidica frase: Fé l&#039;amore nnanz&#039;a porte (letteralmente: fa l&#039;amore sulla porta o nei pressi dell&#039;abitazione, cioé il fidanzamento era ufficiale e noto alle famiglie).
La frase era rivolta alla figlia di una vicina di casa, abitante oltre l&#039;angolo.
Realizzai che, finalmente, avrei capito come si svolgesse questa attività misteriosa, che si pronunciava sussurrando ed era assolutamente vietata al nostro linguaggio di bambini.
La prima sera di guarigione corsi alla casa dei due fidanzati oltre l&#039;angolo e li vidi, ma fu una grande delusione: la ragazza era seduta su una sedia, poco oltre l&#039;uscio, con le spalle alla strada e le ginocchia che toccavano il muro; al suo fianco, piuttosto d&#039;appresso, il giovane era seduto su un&#039;altra sedia con le spalle appoggiate al muro e rivolto verso il centro della strada, mentre la spalliera della sedia serviva da appoggio al suo braccio sinistro con in mano l&#039;immancabile sigaretta accesa. E chiacchieravano!
Per la cronaca, la ragazza era Ninetta Arena, figlia de &lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.parlamanfredoniano.com/c/chelune/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Chelüna &#039;a vuccjöre&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; (Michelina la macellaia) e de &lt;em&gt;Pasqule &#039;u vuccjire&lt;/em&gt; (Pasquale il beccaio), mentre il giovane era il mitico e simpaticissimo autista di camion Mimì Facciorusso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fino ai sette-otto anni d&#8217;età ero spesso ammalato e costretto a letto in casa, nello stesso stanzone d&#8217;ingresso che fungeva da sartoria, con le giovani aiutanti tutte sedute e ciarlanti.<br />
Una volta, ricordo, ascoltai la fatidica frase: Fé l&#8217;amore nnanz&#8217;a porte (letteralmente: fa l&#8217;amore sulla porta o nei pressi dell&#8217;abitazione, cioé il fidanzamento era ufficiale e noto alle famiglie).<br />
La frase era rivolta alla figlia di una vicina di casa, abitante oltre l&#8217;angolo.<br />
Realizzai che, finalmente, avrei capito come si svolgesse questa attività misteriosa, che si pronunciava sussurrando ed era assolutamente vietata al nostro linguaggio di bambini.<br />
La prima sera di guarigione corsi alla casa dei due fidanzati oltre l&#8217;angolo e li vidi, ma fu una grande delusione: la ragazza era seduta su una sedia, poco oltre l&#8217;uscio, con le spalle alla strada e le ginocchia che toccavano il muro; al suo fianco, piuttosto d&#8217;appresso, il giovane era seduto su un&#8217;altra sedia con le spalle appoggiate al muro e rivolto verso il centro della strada, mentre la spalliera della sedia serviva da appoggio al suo braccio sinistro con in mano l&#8217;immancabile sigaretta accesa. E chiacchieravano!<br />
Per la cronaca, la ragazza era Ninetta Arena, figlia de <em><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/c/chelune/" rel="nofollow">Chelüna &#8216;a vuccjöre</a></em> (Michelina la macellaia) e de <em>Pasqule &#8216;u vuccjire</em> (Pasquale il beccaio), mentre il giovane era il mitico e simpaticissimo autista di camion Mimì Facciorusso.</p>
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