Abbasce-Culìcchje

Abbasce Culìcchje top. = Zona Boccolicchio

Il toponimo indica la parte dell’abitato di Via Maddalena e relative traverse, da Piazza Marconi all’incrocio con Via Campanile.

Il prevalenza nel secolo scorso era popolata da pescatori, data la prossimità del mare, facilmente raggiungibile.

Alcune sue abitazioni a piano terra, costruite nel sec. XVII direttamente sugli scogli, sono tuttora dotate di acqua corrente attinta attraverso un pozzetto, dalla sorgente di acqua salmastra che corre al di sotto della loro pavimentazione fino al mare.

L’acqua corrente a quell’epoca non esisteva nemmeno nelle case dei notabili locali, che usavano l’acqua piovana accumulata nelle consuete fangose cisterne.

Erroneamente era ritenuto fino agli anni ’50 un quartiere povero e malfamato, abitato da tipi poco raccomandabili, una specie di ghetto, di banlieu, di bassifondi.

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6 commenti

  1. Apple 17 febbraio, 2009 10:16 pm

    Abbasce va bene anche da solo…giù.
    O no?

  2. Lino Brunetti 18 febbraio, 2009 12:52 am

    Non hai fatto riferimento all’etimo del nome, dall’arco del Boccolicchio.

  3. Tonino 18 febbraio, 2009 7:57 am

    Per Apple.
    Vai a guardare questo link:
    http://www.parlamanfredoniano.com/a/abbasce/
    ove è trattato il termine abbàsce.
    Non ti distrarre! :-)

  4. Tonino 18 febbraio, 2009 8:00 am

    Per Lino.
    Hai ragione.
    Ora mi ‘costringi’ anche a spiegare l’etimo di Boccolicchio!

    Grazie! Così vive il nostro vocabolario, dei vostri suggerimenti e spunti.
    Ora vado ad inserirlo :-)

  5. Tonino 18 febbraio, 2009 8:37 am

    La zona Boccolicchio descritta nel testo prende il nome dall’Arco che ne delimitava l’uscita dalle mura cittadine verso il mare.

    In quella zona, come in altre parti dell’abitato di Manfredonia, esistevano da secoli delle cisterne per la raccolta dell’acqua piovana ad uso degli abitanti.

    Per esempio a ridosso della Chiesa della Croce c’erano “Quàtte-vócchele” (quattro boccali, quattro imbocchi) che hanno dato nome al rione.

    Qui ce n’era uno solo, e presumibilmente piccolo (non come quelli del Pescenöne o de Santa Marüje).

    Ed ecco la trasformazione graduale: vócchele, imbocco, (im)boccolo, boccolicchio, (boc)colicchio, vócculìcchje e finalmente Culìcchje

  6. Lino Brunetti 19 febbraio, 2009 11:06 pm

    Sono proprio contento e soddisfatto.
    Grazie

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